Hansen spiega la protesta: «La nostra richiesta è stata presentata ieri ma non ci hanno ascoltato»

Adam Hansen
Adam Hansen alla partenza della 9ª tappa del Giro d'Italia 2020.
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Continuano le polemiche al Giro d’Italia. La protesta dei corridori di questa mattina ha creato scompiglio nella carovana rosa e la decisione di diminuire il chilometraggio della tappa 19 ha diviso appassionati e addetti ai lavori. A differenza di quanto dichiarato da Mauro Vegni, direttore di corsa, Adam Hansen ha rivelato di aver richiesto già ieri sera una soluzione alle preoccupazioni del gruppo riguardo alla lunghezza e le cattive condizioni atmosferiche della tappa odierna.

E’ infatti proprio il corridore della Lotto Soudal ad aver incontrato Vegni questa mattina alla partenza da Morbegno in rappresentanza dei corridori. Nel tratto di trasferimento il 39enne ha poi scritto su Twitter la propria versione dei fatti.

«Solo per chiarire le cose. La nostra richiesta è stata presentata ieri a causa della tappa di oggi, molto lunga e da correre sotto la pioggia con il nostro sistema immunitario già messo sotto pressione durante la pandemia. Non è stata accettata.
Questa mattina quando tutti i corridori erano sotto il tendone nessuno è andato alla linea di partenza e i corridori hanno iniziato a protestare. E’ bello vedere i corridori così uniti. Abbiamo negoziato con gli organizzatori per accorciare la tappa, così che la corsa potesse comunque svolgersi. Siamo felici di questo e faremo di tutto per dare spettacolo
».

Nonostante la compattezza millantata da Hansen, è noto che alcune squadre tra cui la Bardiani, la Ineos-Grenadier, la Bora-Hansgrohe e la Groupama-FDJ avrebbero voluto percorrere tutti gli oltre 250 chilometri della Morbegno-Asti.