Lo studente Sunweb ha potenzialità, ma non si applica come dovrebbe. Sul registro della classe Giro d’Italia i bianconeri rientrano, finora, nella categoria dei talenti inespressi. Gli olandesi riportano a un difetto che questa squadra non riesce mai a correggere definitivamente: il caricatore di occasioni è lì pronto, servito come un piatto d’argento e si inceppa al momento di colpire. La corsa non è ancora finita, certo, ma il rischio di vanificare tre settimane per raccogliere un piazzamento d’onore è concreto.
Kelderman vs Hindley, una Rosa per due non esiste. Sunweb all’attacco ora o mai più!
Il grande Raffaele Geminiani, ex corridore e direttore sportivo francese 2° al Tour del 1951 e miglior scalatore due volte al Giro d’Italia e in una occasione alla Grande Boucle, questo tipo di situazioni tra compagni di squadra le chiamava “tenaglia“. Siamo in due, bene! E allora sfruttiamola questa superiorità numerica. Come? Esempio: Hindley attacca obbligando Almeida a inseguire e Kelderman sfrutta l’azione per contrattaccare. Facile a dirsi, ma a quanto pare l’idea non balena neanche lontanamente nelle teste della Sunweb. Chissà che leggendoci, con un buon traduttore, trovino l’ispirazione per provarci domani.
Il cambio di ritmo a 11 km dall’arrivo, verso Madonna di Campiglio, è stato un timido affacciarsi alla finestra per poi rimbucarsi nella tana. Passato un chilometro, con Martijn Tusveld davanti, Chak Haga e Nico Denz si sono addirittura staccati e in cabina di comando è tornata la Deceuninck Quick Step.
Quattro tappe a Milano. Tre decisive per il verdetto del Trofeo Senza Fine. Sarà come un tie-break al quinto set tra Federer e Nadal, o quasi. Ma qui non è Wimbledon. Non si gioca al tramonto. Il rischio di trasformare le montagne, in montagne di rimpianti si cela dietro l’angolo.














