De Gendt: «Sono preoccupato. Stamattina non volevamo nemmeno partire. Al Tour eravamo più sicuri»

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La Lotto Soudal, secondo De Gendt, stamattina ha pensato di non prendere il via della dodicesima tappa del Giro (foto: Twitter/Lotto_Soudal)

Intercettato prima del via da Sporza, Thomas De Gendt ha espresso molta preoccupazione per il prosieguo del Giro, ammettendo anche che, a mezz’ora dal via della dodicesima tappa, la sua squadra era molto dubbiosa se partire o meno.

«Siamo molto preoccupati» racconta lo specialista delle fughe Thomas De Gendt a pochi minuti dalla partenza della dodicesima tappa del Giro d’Italia, «E se devo essere sincero, la mia testa non è molto concentrata sulla tappa dopo la notizia dei 17 poliziotti contagiati. Questo Giro sta andando nella direzione sbagliata. Da 20 minuti discutiamo con tutti i miei compagni di squadra se partire o meno perché cominciamo a sentirci insicuri. Ci sono stati più di dieci casi e ieri ho sentito diversi corridori tossire. È la stagione del raffreddore, è vero, ma alla fine non riesci a concentrarti su altro. Ci sono corridori che preferiscono non partire, altri sì. Ognuno è libero di farlo. Io sono uno di quelli che preferirebbe non partire. Ognuno sceglie per sé».

«Mi sento insicuro? Certo: la corsa sta andando nella direzione sbagliata. Non è tanto per me, ma anche per la mia famiglia. Non voglio contagiare nessuno. Se aspetti la tua squadra, RCS o il governo, sarà troppo tardi. Al momento io non ho coraggio per dire che non partirò, ma presto sarà così. Al Tour eravamo molto più al sicuro. Non mi sono mai sentito in pericolo lì in nessun momento. Ma ho la sensazione che l’organizzazione stia nascondendo le cose. Ci sono molti soldi in gioco e per gli sponsor è molto importante che arriviamo a Milano. Aspettano che il governo prenda una decisione e quelle decisioni di solito arrivano quando ormai è troppo tardi».