Lappartient difende il lavoro dell’UCI: «Per la sicurezza bisogna muoversi insieme»

David Lappartient, attuale presidente dell'UCI che oggi ha assegnato l'organizzazione dei Mondiali 2025 al Ruanda
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Torna a parlare di sicurezza il presidente UCI, David Lappartient, difendendo il lavoro dell’organizzazione internazionale riguardo alle misure adottate per i corridori durante le gare. Anche a causa di alcuni terribili incidenti, quello della sicurezza è stato il tema centrale delle ultime settimane e sono in molti ad affermare che l’organo guida del ciclismo si stia muovendo troppo lentamente.

I corridori sembrano finalmente fare voce comune. La neutralizzazione ufficiosa durante la prima tappa del Tour de France 2020 e quella ufficiale al Giro di Lussemburgo sono prese di posizioni importanti da parte del gruppo. I team manager chiedono un organismo indipendente, ma ancora nessuna decisione è stata presa dall’UCI.

Lappartient ha invitato tutte le parti interessate a lavorare insieme. «E’ vero, abbiamo avuto bruttissime cadute. Ogni volta che succede qualcosa il movimento si agita. Ci siamo resi conto però che non è il momento di prendere le cose di petto, piuttosto bisogna ragionare sul da farsi per il bene dei corridori. Abbiamo una visione completa dei problemi. La sicurezza non sarà mai abbastanza quindi non finiremo mai di parlarne. Ci sono molte idee in gioco, ma qualcosa deve cambiare anche all’interno delle squadre. Penso alle radioline per esempio: avere un oggetto così sulla schiena potrebbe essere pericoloso in caso di caduta.

«Ovviamente anche le transenne sono un problema. Tutti abbiamo visto cosa è successo in Polonia. Groenewegen è colpevole, ma forse con altre barriere Jakobsen sarebbe in tutt’altre condizioni. Gli organizzatori del Tour de Pologne ci hanno garantito che non utilizzeranno mai più quel tipo di traguardo».