L’ingombrante presenza della Israel-Premier Tech nel gruppo continua a generare tensioni e polemiche, rischiando ora di influenzare il finale di stagione. Dopo i blitz dei manifestanti pro-Palestina che hanno costretto a modificare il percorso della Vuelta, culminati con la cancellazione della tradizionale tappa di Madrid, la squadra potrebbe ora vedersi coinvolta in una nuova bufera in Italia.
La posizione dell’organo di governo del ciclismo mondiale, almeno per il momento, è netta: la Israel-Premier Tech ha tutto il diritto di gareggiare. A spiegare le ragioni di questa linea è stato il presidente dell’UCI, David Lappartient, in un’intervista a Wielerflits. Il numero uno del ciclismo mondiale ha operato una chiara distinzione con il caso della squadra russa Gazprom-RusVelo, esclusa dopo l’invasione dell’Ucraina.
«Si tratta di un caso diverso – ha affermato Lappartient – Le sanzioni contro la Russia non sono state imposte semplicemente perché era un Paese in guerra. L’invasione russa dell’Ucraina è avvenuta durante la Tregua Olimpica, una risoluzione approvata all’unanimità dalle Nazioni Unite. Noi dell’UCI la consideravamo una violazione di quel cessate il fuoco. Ecco perché sono state imposte le sanzioni. A livello di legislazione internazionale c’è una differenza tra i vari casi».
Lappartient ha quindi respinto l’ipotesi di un’esclusione della squadra per motivi politici, definendola una strada pericolosa. «Dobbiamo assicurarci che le squadre non subiscano pressioni di nessun tipo per diffondere un determinato messaggio. Il governo spagnolo voleva che escludessimo la Israel – Premier Tech dalla Vuelta, ma su quale base giuridica avremmo potuto farlo? Sarebbe contrario ai valori olimpici. Se oggi escludi una squadra per motivi politici, domani dovrai farlo con un’altra. E così non ci sarà una fine».
Il presidente UCI, tuttavia, ha rivelato di essere al lavoro per una soluzione mediatica, già discussa con il general manager del team, Sylvan Adams. «Parlerò ancora con Sylvan Adams. Penso che sia importante pensare alle soluzioni per il prossimo anno. Dobbiamo essere realisti: ci sono dei problemi, almeno per quanto riguarda le corse in Spagna. Ho già parlato con lui durante la Vuelta, ho suggerito di togliere la scritta ‘Israel’ dalla maglia. So che anche gli stessi corridori avevano fatto questa proposta per ridurre la pressione. Gliene parlerò».














