Numero 2 – febbraio 2026

Bicisport di febbraio 2026

La nuova stagione è finalmente cominciata e al Tour Down Under non sono mancati i colpi di scena. Il successo finale se l’è aggiudicato (per la seconda volta dopo il 2023) l’australiano Jay Vine, ma ben quattro corridori della Uae hanno dovuto ritirarsi: tra loro anche Narvaez, vincitore uscente della gara australiana e adesso alle prese con un infortunio che lo terrà lontano dalla strada diverse settimane.
Jonas Vingegaard debutterà al Giro per conquistare la tripla corona dopo aver già vinto il Tour e la Vuelta. Sarà il grande favorito, però dovrà stare attento alle insidie del percorso e ad un branco di “cagnacci” guidati da Almeida. E dovrà anche fare a meno di Simon Yates, il cui improvviso ritiro ha lasciato di stucco il gruppo…
Mentre Damiano Caruso è pronto per l’ultima stagione della sua carriera prima di salire, probabilmente, in ammiraglia, Antonio Tiberi ha ricominciato lasciandosi alle spalle gli errori del passato: ha cambiato preparatore, interrompendo il rapporto con Michele Bartoli e affidandosi ad Andrea Fusaz, e non abuserà dei ritiri in altura come invece gli è accaduto nel recente passato.
Mattia Agostinacchio, Alessandro Borgo, Mattia Gaffuri, Simone Gualdi, Pietro Mattio e Matteo Milan: chi sono i sei neoprofessionisti italiani sbarcati direttamente nel World Tour? Prestigio: si ricomincia il 14 febbraio alla San Geo con l’iridato Lorenzo Finn come favorito, ma la categoria degli Under 23 è in pieno fermento.
Sapete perché la Visma ha ingaggiato Filippo Fiorelli, trentunenne siciliano pieno di risorse arrivato tardi al professionismo con la Bardiani dei Reverberi? Venite a leggere una storia curiosa e gustosa. E ancora un giorno in Spagna nel mondo di Mohoric, una retrospettiva della carriera di Maria Canins e un ricordo di Michele Dancelli, splendido interprete del ciclismo degli anni ’60 e ’70 scomparso a ottantatré anni: pensate, quando vinse la Sanremo suonarono le campane…