Gaffuri: «La rigidità della Picnic PostNL può aver ferito qualcuno, ma è un approccio richiesto da questo folle ciclismo»

Mattia Gaffuri in testa al gruppetto dei fuggitivi durante la quinta tappa della Vuelta 2026 (foto: Unipublic / Cxcling / Naike Ereñozaga)

Pochi giorni fa Mattia Gaffuri sui propri profili social ha condiviso una citazione di Walt Unsworth sull'Everest. Uno degli autori principali della narrativa di montagna scriveva come «esistono uomini sui quali l'irraggiungibile esercita una particolare attrazione. Di solito non sono esperti: le loro ambizioni e fantasie sono abbastanza forti da spazzare via i dubbi che uomini più prudenti potrebbero nutrire. Nel migliore dei casi sono considerati degli eccentrici; nel peggiore, dei folli...». Tra questi c'è Gaffuri che al momento non ha in mente di scalare l'Everest ma le montagne del grande ciclismo. Meno di un anno dopo la sua prima gara da professionista, ha debuttato a ventisette primavere in una corsa a tappe di tre settimane...

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