Boonen ammette: «Dopo il ritiro sono andato in terapia, il ciclismo mi aveva trasformato in qualcuno che non ero»

Boonen
Tom Boonen si è ritirato dal professionismo nel 2017
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L’ex corridore Tom Boonen ha raccontato in un’interessantissima intervista durante il programma Happy Hour di VTM che quando si è ritirato dal professionismo nel 2017 ha cominciato ad andare in terapia. Finalmente non è più un tabù: non c’è più vergogna nell’ammettere che si chiede aiuto a un professionista della salute mentale.

«È davvero utile e lo consiglio a chiunque – ha detto – Tutto ciò che prima non riuscivo a elaborare, finalmente sono riuscito a comprenderlo. Ero già una persona tranquilla, ma ora lo sono ancora di più».

La leggenda belga ha un palmarés di tutto rispetto, uno dei più ricchi del ciclismo: quattro Parigi-Roubaix, tre Fiandre, tre Gand-Wevelgem, due Scheldeprijs, cinque E3, sei tappe al Tour de France, sei tappe alla Parigi-Nizza, un campionato nel mondo nella prova in linea, e potremmo continuare ancora a lungo con la lista.

Anche se questi risultati possono far pensare che i suoi anni da professionista sono stati i più belli e felici della sua vita, non è proprio con questi aggettivi che Boonen li descriverebbe.

«Ho trascorso 16 o 17 anni in un mondo che non è reale, ma in cui dai tutto quello che hai. Avevo bisogno di tempo per riprendermi da quell’esperienza. Il ciclismo mi aveva trasformato in qualcuno che non ero, o in qualcuno che non volevo essere. È una vita così estrema, con incredibili alti e bassi. Ti strappano dal mondo reale e ti catapultano nel mondo del ciclismo. Tutto viene fatto per te e all’improvviso diventi un eroe per tantissime persone. Sono sempre stato piuttosto bravo a filtrare tutto, ma rimanevano comunque delle tracce con cui dovevo fare i conti».