
Archiviato il Tour de l’Avenir da leader indiscusso, Lorenzo Mark Finn si appresta ora ad entrare nel mondo dei professionisti. Il corridore genovese ha vinto il Tour de France dei giovani dopo 53 anni dall’ultimo successo azzurro di Gianbattista Baronchelli e parteciperà anche al Mondiale Élite di Montreal a fine settembre. La maglia gialla piò essere un trampolino di lancio per diventare una stella?
Al Tour de l’Avenir è già successo che i vincitori diventassero poi ciclisti di un certo livello o comunque predestinati. Andando a ritroso, l’ultimo a vincerlo prima di Finn è stato Paul Seixas, che conquistò il Tour de l’Avenir al primo anno tra i professionisti. Quest’anno alla sua prima partecipazione al Tour de France ha chiuso con un ottimo quarto posto in classifica generale dietro i mostri sacri.
Nel 2023 il Tour de l’Avenir ha visto anche emergere di Isaac del Toro a soli 20 anni. È diventato il primo messicano nella storia a vincere la corsa e il primo corridore a vincere tutte le classifiche: generale, a punti, montagna e miglior giovane. Al Tour de France di quest’anno si è preso la maglia bianca e ha chiuso brillantemente sul terzo gradino del podio.
Infine, tornando fino al 2018, il Tour de l’Avenir se l’è preso di forza anche Tadej Pogacar, dominando da quel momento in poi il ciclismo e vincendo da allora, tra le altre, cinque Tour de France. Nell’agosto di quello stesso anno firmerà firma intanto un contratto biennale con la UAE Team Emirates, da cui non si staccherà mai più. Per Lorenzo Finn può arrivare un percorso simile da predestinato? Un passo alla volta, ma le possibilità ci sono.













