Pogacar e Vingegaard, rivali ma mai del tutto: le prese di posizione, il rispetto reciproco, il fair play tra i due

Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard al Tour de France 2025
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Quanto grandi sono i campioni non si decide solo in base alle loro capacità atletiche, ma anche a quanto rispetto e umanità sanno dimostrare nei confronti degli avversari.

È questo il caso di Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, che da anni si scontrano sportivamente per vincere la maglia gialla, ma appena tagliano il traguardo sono i primi ad andare l’uno dall’altro per complimentarsi. E soprattutto, sono i primi che quando uno dei due riceve un’ingiustizia si mettono in prima linea per difenderlo.

I fischi e i “boo”

L’ultimo caso è quello di Pogacar e la sua UAE Team Emirates XRG fischiati. I tifosi a bordo strada in questo Tour de France accolgono la maglia gialla e la sua squadra a suon di “boo”. E seppure Pogacar dica che così voglia solo andare più forte e che si ispira a Djokovic a cui è spesso capitata la medesima situazione, Vingegaard non ci sta e prende una posizione precisa.

Arrabbiato, a Wielerflits ha detto: «Li ho sentiti e non penso che dovrebbero essere accettati nello sport. Può succedere che la gente non tifi Pogacar, ma non devono fare “boo” e fischiarlo. Perché venire a un evento sportivo solo per fare “boo” a qualcuno? Tifate e godetevi la corsa. Altrimenti, restate a casa».

Vingegaard e Pogacar sul podio del Tour de France 2026 (Foto A.S.O./Billy Ceusters)

Le chiacchiere pre-gara

Ogni giorno alla partenza della tappa Pogacar e Vingegaard si trovano vicini. Indossano l’uno la maglia gialla e l’altro la maglia a pois: Tadej non ne può indossare due, allora lascia quella della classifica scalatori al secondo che è Jonas.

Come da tradizione, il via della frazione per il tratto neutralizzato fino al chilometro zero prevede un protocollo preciso. Davanti al gruppo devono esserci i rappresentanti delle quattro maglie, il vincitore della tappa precedente e quello che ha vinto il premio combattività.

In questo piccolo gruppetto nascono spesso brevi chiacchierate per smorzare la tensione della corsa, e Pogacar e Vingegaard sembrano sempre più compagni di squadra che avversari agguerriti.

Lo sloveno addirittura per celebrare questo simpatico momento che avviene ogni mattina ha fatto un post su Instagram con le foto di lui e Jonas scrivendo: «Il ciclismo è uno sport duro… è bello farsi due risate ogni tanto. Alla tua, Jonas».

Pogacar e Vingegaard chiacchierano al via dell’11ª frazione del Tour de France 2026 (Foto A.S.O./Charly Lopez)

Il fair play che ancora ricordiamo

Il più grande gesto di fair play tra i due risale al Tour de France 2022, l’anno in cui Jonas Vingegaard vinse per la prima volta la Boucle.

Il danese in maglia gialla e lo sloveno in maglia bianca si stavano dando battaglia come non mai. Nella discesa dal Col de Spandelles, quando i due erano soli al comando della tappa, Pogacar è arrivato lungo in una curva finendo nel terriccio del fuori strada. Cade, finisce a terra e si rialza. Ma davanti Vingegaard se n’è accorto e frena per aspettarlo. Tornati assieme si sono stretti la mano in segno di ringraziamento. Poi Jonas vincerà la tappa, ma in condizioni pari e non perché ha preso vantaggio dell’avversario caduto.

«Non ho altro che rispetto per Jonas Vingegaard» dichiarerà Tadej Pogacar che perse quel Tour de France con 2’43” di ritardo dal danese. L’anno successivo lo perse per 7’29”.

Pogacar
Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar si danno la mano dopo la caduta dello sloveno al Tour 2022.