
Notizie dolceamare per Toon Aerts. Da una parte non potrà difendere il suo titolo europeo di ciclocross a causa di una grave caduta rimediata al Giro di Danimarca. Dall’altra, il recupero del corridore belga si era rivelato più complesso del previsto: un’infezione al ginocchio infortunato dopo il Giro di Danimarca ha rischiato un momento di fargli perdere la gamba. Per fortuna, non è successo nulla del genere.
Aerts è stato spinto oltre il traguardo dell’ultima tappa della corsa dal compagno di squadra Taminiaux, prima di capire l’entità reale dei suoi infortuni: «Ho capito subito che si trattava di una brutta caduta, ma mi sono rialzato e il mio compagno Taminiaux mi ha spinto fino al traguardo», ha raccontato a Het Nieuwsblad.
Inizialmente, Aerts non avvertiva dolori particolari al ginocchio, ma poi la situazione è andata via via peggiorando: «Tre settimane dopo l’operazione al ginocchio, ero a casa con la febbre. Il ginocchio non mi faceva male, ma mi sentivo semplicemente male. Il medico della squadra è passato a controllare se avessi contratto il COVID e ha voluto farmi fare anche degli esami del sangue. La mattina dopo, alle sette, era già al telefono con me. Può sembrare ridicolo ora, e forse irrispettoso verso chi ha vissuto esperienze ben peggiori, ma per un momento ho temuto di dover subire l’amputazione della gamba. Il ginocchio era pieno di sporcizia e quello stesso pomeriggio sono stato sottoposto a un intervento chirurgico».
Per quanto riguarda la bicicletta, Aerts non ha comunque escluso la possibilità di tornare in gara prima della fine dell’attuale stagione di ciclocross: «Sì, spero di tornare a gareggiare nel ciclocross in questa stagione, anche se sono consapevole che potrebbe non essere possibile. Vorrei riuscire a partecipare ai mondiali a Ostenda, così da poter finalmente disputare un mondiale con il pubblico presente».












