
Il percorso del Giro d’Italia 2027 è stato presentato ufficialmente due giorni fa a Roma: a questo punto, come sempre avviene in questo periodo dell’anno, il principale interrogativo degli appassionati riguarda i possibili partecipanti alla prossima corsa rosa. Quali big vedremo al via? Ci sarà Pogacar? Vingegaard cercherà il bis consecutivo? Tornerà Evenepoel? Debutterà Seixas? Facciamo dunque il punto della situazione, premettendo che le varie ufficialità arriveranno solo a dicembre, durante i vari media day organizzati dalle squadre.
Pogacar e del Toro
Partiamo dal corridore più forte del mondo. La presenza di Tadej Pogacar al prossimo Giro d’Italia è molto improbabile, nonostante il percorso sconfini in Slovenia nelle prime due tappe: il fuoriclasse sloveno, infatti, quasi sicuramente correrà il Tour de France e la Vuelta. Non è difficile comprendere le ragioni di questa scelta, anticipata dallo stesso Pogacar in un’intervista di qualche settimana fa. La Grande Boucle è la corsa più importante dell’anno, e Tadej ha la possibilità di fare la storia diventando il primo corridore a conquistarla per sei volte; con la Vuelta, invece, l’ex campione del mondo ha ovviamente un conto in sospeso, dopo la caduta che lo ha costretto al ritiro quest’anno.
Chi vedremo al Giro, allora, per la UAE Team Emirates-XRG? Gli indizi sembrano portare a Isaac del Toro, che dopo il debutto al Tour (con il terzo posto e la maglia bianca) potrebbe tornare alla corsa rosa per riscattare la delusione del 2025, quando ha perso la maglia rosa nella penultima tappa dopo l’attacco di Simon Yates sul Colle delle Finestre. Con il messicano al Giro e Pogacar al Tour e alla Vuelta, la formazione emiratina avrebbe davvero buone possibilità di vincere tutti e tre i grandi giri nello stesso anno, obiettivo dichiarato recentemente da Matxin. Più difficile che in questo quadro possa entrare João Almeida, reduce da una stagione estremamente complicata.
Vingegaard e Piganzoli
Il Giro d’Italia non vede al via il campione uscente dall’edizione 2018, quando Tom Dumoulin cercò il bis consecutivo e non ci andò lontano, chiudendo secondo alle spalle di Froome. Jonas Vingegaard potrebbe ripresentarsi al via dodici mesi dopo il trionfo dello scorso maggio? Al momento non ci sono informazioni a riguardo, ma si possono fare alcune considerazioni. Il danese con ogni probabilità correrà due grandi giri, come ha sempre fatto nelle ultime stagioni (con l’eccezione del 2024 quando però è stato fermo a lungo per un grave infortunio). Il Tour sarà come sempre il punto fermo, per cui la decisione da prendere sarà quella tra Giro e Vuelta.
Una partecipazione alla corsa rosa sembrerebbe consigliabile, visto che il percorso è molto adatto alle caratteristiche di Vingegaard e le possibilità di vincere – senza Pogacar al via – sono sicuramente più alte che quelle di un’eventuale Vuelta contro Tadej. Bisogna considerare, però, che il Tour è la priorità assoluta, e che difficilmente il miglior avvicinamento possibile alla Grande Boucle passa per la corsa rosa. Jonas potrebbe dunque puntare tutto sul Tour – nonostante un percorso non perfetto per lui – ed eventualmente sulla Vuelta, lasciando magari il Giro a Davide Piganzoli. Il valtellinese – ottavo quest’anno alla corsa rosa – ha fatto passi da gigante, e secondo il suo ex team manager Ivan Basso è già pronto per vincere un Giro d’Italia.
Le scelte della Red Bull-Bora-hansgrohe
Qualche settimana fa, Remco Evenepoel sembrava di gran lunga il big più orientato a correre il Giro d’Italia 2027: il belga stesso, in occasione del Lombardia, aveva confermato la propria voglia di tornare alla corsa rosa (l’ultima partecipazione risale al 2023), chiarendo però di non aver preso ancora nessuna decisione, in attesa di conoscere i percorsi. Dopo la presentazione dei due tracciati, è possibile che la “voglia di Giro” di Evenepoel si sia un po’ affievolita. Il percorso del Tour de France, con 71 chilometri a cronometro, strizza infatti l’occhio al belga, che difficilmente si perderà un’occasione del genere. La doppietta Giro-Tour, teoricamente possibile, comporterebbe però una rinuncia alle classiche di primavera, particolarmente difficoltosa per un corridore che nelle gare di un giorno ha spesso dato il meglio di sé. Lo scenario più probabile, dunque, è che Remco riproponga un programma simile a quello del 2026, con le classiche e poi il Tour de France.
Al Giro d’Italia, dunque, per la Red Bull-Bora-hansgrohe potremmo vedere Florian Lipowitz, terzo al Tour 2025 e quest’anno costretto al ritiro per una caduta quando era in piena lotta per il podio. Il tedesco, forte scalatore, sembra molto adatto al percorso della corsa rosa, e il team manager Ralph Denk qualche giorno fa ha definito “possibile” la partecipazione del tedesco. Da capire, infine, le scelte di Jai Hindley e Giulio Pellizzari: l’australiano è stato terzo al Giro quest’anno e l’anno prossimo potrebbe tentare un nuovo assalto al podio della Vuelta (sfiorato nel 2025), mentre il marchigiano potrebbe prendere in considerazione un debutto al Tour de France, in supporto a un capitano come Evenepoel.
E Seixas?
Paul Seixas, dominatore del Lombardia, è il big che ha più spesso nominato il Giro nelle ultime settimane. A più riprese, il gioiellino francese non ha escluso la possibilità di saltare il prossimo Tour de France (dopo il quarto posto di quest’anno) debuttando invece alla corsa rosa: questa variazione di calendario gli consentirebbe di preparare nel modo migliore il mondiale di Sallanches, appuntamento a cui ha dato l’assoluta priorità per la prossima stagione.
La volontà di Seixas, dunque, sembra piuttosto chiara. Bisogna capire, però, quali sono in merito le idee della Decathlon CMA CGM: che un francese stella assoluta di una squadra francese possa saltare il Tour de France sembra estremamente improbabile. Quel che è certo, comunque, è che nella sua testa Seixas sta facendo più di un pensierino al prossimo Giro d’Italia.
















