Carera, agente di Pogacar: «Il ciclomercato è cambiato da dicembre 2023. Tadej? Ha superato i confini del ciclismo»

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Alex Carera, attuale procuratore di Tadej Pogacar.
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Il ciclomercato ha subito degli importanti cambiamenti nelle sue complesse dinamiche negli ultimi anni, è innegabile. Secondo Alex Carera, l’agente che cura gli interessi di Tadej Pogacar, il mondo del ciclismo sta vivendo un cambiamento radicale proprio nel mercato trasferimenti. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Carera ha rivelato quanto la situazione sia mutata in modo drastico.

Fino a pochi anni fa, le risoluzioni anticipate dei contratti erano casi estremamente rari. Oggi, secondo le stime di Carera, se ne contano circa una decina all’anno. La spiegazione risiede nella durata sempre maggiore dei contratti offerti ai nomi più importanti del gruppo: «Innanzitutto, la durata media dei contratti è aumentata. E di molto. Se un contratto dura solo due anni e sorgono dei problemi, non bisogna aspettare molto prima che scada. Non vale davvero la pena di imbarcarsi in una disputa importante. Si può trascorrere un anno insoddisfatti, ma poi si può voltare pagina. Se invece si parla di un contratto quinquennale, la situazione è ovviamente molto diversa».

L’agente di Pogi individua nel dicembre 2023 un punto di svolta: la controversa partenza di Cian Uijtdebroeks dalla Bora-hansgrohe verso la Visma ha messo in luce quanto possa diventare complicato un trasferimento anticipato. La Visma ha annunciato l’arrivo del corridore belga, mentre la Bora ha sostenuto che fosse ancora sotto contratto. La disputa si è conclusa con un accordo tra le parti, che ha permesso a Uijtdebroeks di effettuare il passaggio nel gennaio 2024. Quella che inizialmente sembrava un’insolita battaglia contrattuale è diventata parte di una tendenza molto più ampia, come dimostra anche la partenza di Remco Evenepoel dalla Soudal Quick-Step, o quello di Juan Ayuso dalla UAE Team Emirates.

Le circostanze di ogni singolo trasferimento sono diverse, ma nel loro insieme evidenziano un cambiamento netto: un contratto firmato non implica più, necessariamente, che un corridore rimanga nella stessa squadra fino alla sua naturale scadenza. E per motivi anche all’infuori del corridore, sempre secondo Carera: «Sempre più spesso, i proprietari dei team ciclistici coincidono con gli sponsor stessi. Si pensi, ad esempio, a UAE, Decathlon, Lidl o Red Bull. Questi soggetti adottano un approccio più aziendale e una visione a lungo termine. Queste aziende considerano le proprie squadre ciclistiche come investimenti strategici, con ambizioni che vanno ben oltre le logiche tradizionali di sponsorizzazione e marketing. Ciò ha trasformato il loro modo di approcciarsi al mercato dei trasferimenti. Oggi, una squadra di ciclismo rappresenta un asset aziendale fondamentale per l’impresa o il fondo di investimento che la sostiene».

Un nome però sembra destinato a rimanere estraneo a queste dinamiche di mercato: quello di Tadej Pogacar. Lo sloveno è, a tutti gli effetti, la stella più luminosa del ciclismo moderno, ma Carera ritiene assai improbabile che il suo assistito lasci la UAE Team Emirates, a prescindere dalla crescente disponibilità economica delle squadre rivali: «La sua clausola rescissoria è quasi simbolica. Tadej ha superato i confini del ciclismo».