Le dichiarazioni di Christian Prudhomme sui tanti chilometri di cronometro individuale pensati per il Tour de France 2027, hanno fatto discutere. Il direttore della Boucle ha spiegato che aver raggiunto in totale quota 71 chilometri è stata una decisione derivata dal fatto che in questi anni ci sono diversi tipi di corridori che competono per la classifica generale, anche cronoman esperti come Remco Evenepoel. I media sono insorti.
«Non progettiamo mai percorsi adatti a un particolare ciclista o svantaggiati rispetto a lui – ha chiarito subito il francese a L’Equipe – Possiamo progettare percorsi per un certo tipo di ciclista, ma non per un ciclista specifico».
Prudhomme ha aggiunto: «La difficoltà sta nel fatto che, qualunque sia il terreno, Tadej Pogacar è fortissimo. In salita, ovviamente, ma non solo. La sua discesa del Col du Tourmalet l’anno scorso è stata assolutamente fenomenale. Se ci sono tratti in pavé, lui è in testa; se si rende il percorso più difficile, lui è lì; se si rende il percorso un po’ più facile, lui attacca da più lontano. L’idea è quella di far gareggiare i più grandi talenti del ciclismo nella prima settimana, mettendo in mostra le proprie capacità in salita, in pianura, con il vento o nella cronometro. Il percorso è pensato per corridori spettacolari. Una delle più grandi soddisfazioni degli ultimi anni è vedere i giovani tornare a seguire il Tour. L’unica cosa che conta davvero per me è che i ragazzi sognino il Tour come lo sognavo io da bambino».















