
Il figlio del Cannibale, Axel Merckx, ha difeso a spada tratta Remco Evenepoel, chiedendosi perché i tifosi belgi siano sempre pronti a criticare i loro campioni, anche dopo stagioni ricche di grandi vittorie come quella del corridore della Red Bull. Intervenuto al podcast RTBF , l’ex ciclista professionista e figlio della leggenda del ciclismo ha espresso frustrazione per quello che ha definito un atteggiamento tipicamente belga nei confronti del successo sportivo.
«In Belgio siamo molto veloci a criticare i nostri campioni. Siamo i migliori in questo. In Francia sono adorati e messi su un piedistallo. Lo stesso vale per i Paesi Bassi. Ma in Belgio, se vinci tre gare e ne sbagli una, vieni fatto a pezzi». Queste le dichiarazioni di Merckx, che puntano a difendere dalle critiche Evenepoel, che ha comunque concluso al secondo posto la classifica generale del Tour de France, vincendo due tappe. Si è aggiudicato anche la Clásica San Sebastián (per la quarta volta), il Grand Prix de Québec e il quarto titolo mondiale consecutivo a cronometro, prima di aggiungere al suo palmarès anche il titolo europeo su strada.
Per Merckx, tuttavia, la reazione alle battute d’arresto è stata eccessiva: «È una sorta di gelosia, ed è un peccato. Si può apprezzare Remco o meno, ma se si guarda al suo palmarès, non c’è nulla da criticare. Lavora incredibilmente sodo e fa enormi sacrifici. Non dobbiamo dimenticare il lato umano di questi atleti». Merckx ha poi criticato in particolare l’ostilità rivolta ai ciclisti sui social media: «Le persone attaccano gli altri nei commenti, nascondendosi dietro pseudonimi per distruggere qualcuno. Trovo che sia davvero vergognoso. È molto triste e lo colpisce profondamente».













