«Alcuni diranno che non sopporto la sconfitta, ma ho dei dubbi». Niels Driesen, capitano della nazionale belga ai Mondiali di Montréal per gli Under 23, ha tagliato il traguardo per quinto e con tante domande.
Assieme a Alvarez (Spagna), Stiansen (Norvegia), Sprafel (Francia) e Scalco (Italia), ha fatto parte del gruppetto di inseguitori alle spalle di Ashlin Barry che poi ha vinto.
La particolarità è che i cinque hanno sempre collaborato e si siano dati cambi regolari per ricucire sullo statunitense. Ma lui, da solo, non ha fatto altro che guadagnare secondi su secondi. Al traguardo ne ha contati 53 sugli inseguitori.
«Trovo strano che noi cinque ci stessimo girando intorno e che non siamo riusciti ad avvicinarci di un secondo – ha detto sfuggente a Sporza – Mi sentivo bene in gara, ma a quanto pare un corridore era molto più forte degli altri. Oppure sono successe altre cose».
Driesen ha concluso: «Stavamo spingendo al massimo, ma dopo tredici giri eravamo tutti esausti. Abbiamo tenuto un ritmo elevato e il gruppo dietro di noi non è riuscito a raggiungerci. Ma non è bastato per superare Ashlin Barry. Tutti hanno dato il massimo».














