Pogacar insegue la doppietta Tour-Vuelta: Froome l’ultimo a riuscirci nel 2017, l’unico nell’era moderna

Froome sul podio della Vuelta 2017, vinta davanti a Vincenzo Nibali, con lui nella foto. I due fanno parte di quel ristretto gruppo di corridori capaci di vincere tutte e tre le grandi gare a tappe, Giro, Tour e Vuelta (foto Sunada)

Quando Tadej Pogacar partecipò per la prima volta alla Vuelta di Spagna era il 2019. L'anno in cui sbarcò nel World Tour a vent'anni dopo aver vinto il Tour de l'Avenir. Il debutto tra i professionisti fu da vincente: nella prima parte di stagione aveva conquistato il Giro dei Paesi Baschi e il Giro di California. Era pronto per il suo primo grande Giro, la corsa spagnola lo attendeva. In realtà in casa UAE Team Emirates tutti gli occhi erano puntati su Fabio Aru. Il Cavaliere dei Quattro Mori inseguiva il riscatto dopo stagioni difficili, tormentato da problemi fisici che lo portarono sulla via del tramonto. Andò in difficoltà sulle prime salite, per poi ritirarsi dopo la dodicesima tappa. Pogacar potè così mettersi in gioco a pieno, dimostrare tutto il suo potenziale e farsi scoprire dal pubblico del grande ciclismo. Ne uscirono tre entusiasmanti vittorie di tappa, il più giovane a riuscirci nello stesso grande Giro dai tempi di Giuseppe Saronni al Giro d'Italia 1978, e un terzo posto finale a Madrid, che poteva essere probabilmente un secondo. Quella banale ma fatale caduta nella cronosquadre d'apertura, insieme ai suoi compagni, risultò determinante nel gap di ventidue secondi di distacco da Alejandro Valverde. Quasi tre minuti, invece, quello dal vincitore Primoz Roglic, su cui ebbe la sua rivincita la stagione successiva al Tour de France. Sette anni dopo Pogacar torna alla Vuelta...

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