Froome: «Pogacar fa per 40 minuti quello che io facevo in 10. Quando lo vedo correre, ringrazio Dio di non essere lì»

Chris Froome al Tour de Pologne 2025 (photo Andrzej Gucwa)
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Chris Froome ha annunciato il suo ritiro dal ciclismo professionistico il mese scorso. Non per questo però l’inglese è uscito dai riflettori, anzi. In un’intervista concessa ad Adam Blythe, voce di Eurosport, il classe ’85 ha parlato delle grosse differenze tra il ciclismo attuale e quello di 10 anni fa, quando era all’apice della sua carriera.

Froome ha spiegato cosa è cambiato dal suo dominio al Tour de France a quello di Tadej Pogacar, cominciando da una considerazione sui watt espressi durante i momenti chiave della corsa: «Tadej riesce a fare per più di 40 minuti quello che io facevo per circa 10. È cambiato tutto, è difficile da dire come andrei oggi perché l’asticella è stata spostata molto più in alto».

Oggi la vita di Froomey invece è da spettatore del ciclismo: «Con i numeri che facevo sette o otto anni fa, probabilmente non arriverei nei primi 20 ora. Questo è ciò che penso, vedendo le gare e guardando i tempi che fanno registrare i corridori in salita. È fantastico guardare il ciclismo oggi, non mi perdo un secondo. Sono davvero grato per la mia carriera ma, allo stesso tempo, quando vedo Pogacar correre penso ‘Grazie a Dio non sono lì ora».