Pogacar confessa il suo calo emotivo dopo il Tour: «Mi chiudevo in una stanza e non volevo vedere nessuno»

Pogacar intervistato dopo la tappa del Plateau del Solaison
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Anche i più grandi campioni possono nascondere delle fragilità o comunque avere dei momenti di scoramento, perfino dopo i successi più belli. È quello che è successo a Tadej Pogacar, che ha ammesso come si sia sentito nei giorni immediatamente successivi al Tour de France: esausto, emotivamente provato e con la voglia di isolarti da tutto e tutti.

Lo sloveno è tornato a casa dopo aver conquistato la sua quinta maglia gialla, ma passare da quasi due mesi di preparazione con tanto di tappe alla vita di di tutti i giorni non è stato facile. Poco prima che cominciasse il suo evento di beneficenza di tre giorni, il Pogi Challenge, Pogacar ha descritto forti “oscillazioni di energia” nella prima settimana dopo la conclusione della Grande Boucle.

«I primi giorni passano molto velocemente, soprattutto quando il Pogi Challenge ti aspetta già alla fine della prima settimana. Urska è partita per il Tour femminile, e poi anche la cena di rito a Parigi si è protratta più a lungo del previsto. Durante quei primi giorni si è piuttosto stanchi e i livelli di energia fluttuano. Dopo il Tour, bisogna staccare e ricaricarsi. Serve almeno una settimana per rimettersi in sesto», ha detto Pogacar al sito sloveno di Siol.net.

Tadej ha trascorso un mese a correre in Francia dopo un lungo periodo di allenamento e una preparazione rigorosamente controllata. Alcuni giorni, però, anche solo vedere delle persone gli sembrava eccessivo: «A volte mi chiudevo in camera e non vedevo nessuno, mentre in altre occasioni socializzare mi faceva davvero bene. Queste oscillazioni si verificano soprattutto durante la prima settimana, poi le cose lentamente riprendono il loro corso. Anche altri corridori di ritorno dal Tour dicono cose simili».