Tour de France, Lefevere senza freni: «Conosco Evenepoel, è un maschio alfa. La lite con Lipowitz era già scritta»

Lefevere
Patrick Lefevere alla Milano-Sanremo 2026.
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Patrick Lefevere, si sa, è chiaro e diretto nelle dichiarazioni. Secondo lui, l’attrito tra Remco Evenepoel e Florian Lipowitz al Tour de France era inevitabile. Lefevere non sembra sorpreso dal disaccordo emerso tra i due dopo la sesta tappa, come ha scritto nella sua consueta rubrica su Het Nieuwsblad: «Era ora che succedesse. Mi dispiace, ma era scritto nel destino. Ho lavorato con Remco per sette anni, quindi credetemi: è un maschio alfa tra i maschi alfa. Esiste soltanto lui».

Lefevere ha anche respinto l’idea che Evenepoel avrebbe naturalmente accettato un ruolo di leader condiviso: «Non nella sua testa. Se vi sembra duro: mostratemi un leader di squadra – un vero leader di squadra – che non sia fatto così. Remco, terzo al Tour de France 2024, può pretendere di essere battuto da Florian Lipowitz, terzo al Tour de France 2025? Certo, è libero di chiederlo, ma se Lipowitz debba accettare è un altro discorso. In ogni caso, non sembra un compito adatto alle sue caratteristiche».

Ha anche sottolineato che il passaggio di Evenepoel alla Red Bull-BORA-hansgrohe ha inevitabilmente comportato la rinuncia allo status di leader indiscusso di cui godeva alla Soudal Quick-Step: «Se volevi lasciare la nostra squadra per uno stipendio migliore – e forse, solo forse, un supporto migliore – allora questo fa parte del patto. Con noi, eri sempre e ovunque il primo e unico leader della squadra. Non alla Red Bull-BORA-hansgrohe. Questa realtà è legata allo stipendio».

Infine, l’ex team manager di Evenepoel ha anche messo in dubbio che la squadra avesse definito chiaramente la gerarchia di leadership prima di ingaggiare il belga: «La cronologia della grande ascesa di Lipowitz e del contratto importante di Evenepoel con la Red Bull è un po’ nebulosa, ma presumo che siano stati presi accordi chiari. In caso contrario: è colpa loro».