Tour de France, Saligari: «Sono tutti frustrati, a partire da Evenepoel. Pogacar? Sta ammazzando il ciclismo!»

Remco Evenepoel e Florian Lipowitz
La coppia Red Bull sta facendo parlare di sé...e siamo solo all'inizio di questo Tour de France (Foto A.S.O./Thomas Maheux)
Tempo di lettura: 3 minuti

La prima tappa di montagna di questo Tour de France ha già messo a nudo tante questioni: la prima è che, come al solito, Pogacar è su un altro pianeta; la seconda è che in casa Red Bull non sta funzionando la strategia di presentarsi con due capitani. Nella frazione di ieri, infatti, Remco Evenepoel è rimasto molto deluso dal comportamento del compagno Florian Lipowitz e davanti ai microfoni non si è nascosto, criticandolo di non averlo aiutato nel finale. A proposito di questo ne abbiamo parlato con il “commissario” Marco Saligari che senza peli sulla lingua ha fatto il punto sulla situazione.

Marco, come ti sembra questa prima settimana di Tour de France?

«Non ti dico noioso perché mi sembrerebbe di mancare di rispetto ai miei ex colleghi. È un ciclismo che non mi piace, sono contento per Pogacar ma così sta ammazzando questo sport… La gente non ha il coraggio di dirlo, ma questa è la verità»

Eppure in tanti se ne sono innamorati…

«Sì per l’amor del cielo, anche io, però non mi diranno mica che è divertente. Chiunque parte al suo fianco sa già che non potrà mai vincere.
Questo qui fa un altro sport. Hai visto ieri come stavano gli altri corridori all’arrivo? Lui ha avuto 30” di deifallance dopo il traguardo, ma poi cercava gli avversari per dargli in cinque. Hai visto com’è arrivato Paul Seixas? Aveva bisogno della bombola d’ossigeno. Lipowitz era bianco come un cencio
».


A proposito di Lipowitz, con Evenepoel sembrano esserci già i primi problemi…


«Sì, ma cosa cambia? Non cambia niente. Se Lipowitz avesse dato mano a Remco sarebbero arrivati con 2” in meno e magari avrebbero perso anche Lipowitz che si sarebbe staccato. Il fenomeno Pogacar, ahimè, fa vivere crisi esistenziali e isteriche a tutti gli avversari».

Però non è stato un buon inizio tra i due


«Remco si arrabbia troppo facilmente, se uno non gli dà il cambio si stufa. Dovrebbe farsi un bagno di umiltà e deve mettere via l’idea che non vincerà mai in questa fase: né un Giro né un Tour. Forse un Giro sì, se non ci sarà né Pogacar né Vingegaard. Lui e Lipowitz hanno fatto entrambi un podio al Tour, ma quest’anno entrambi faranno fatica a fare podio. E secondo me Remco è meno dotato di Lipowitz sulle corse a tappe, anche se di pochissimo».

Ma Lipowitz avrebbe dovuto tirargli la volata?


«Io sono d’accordo sul fatto che Lipowitz debba fare la sua corsa. Tirare per chi? Per uno che magari il Tour non lo finisce? Devono fare ancora 50.000 metri di dislivello e ieri ne hanno fatti 4000. Ieri era una mezza tappa pirenaica e dietro sono già tutti disperati. Il fenomeno Pogacar fa vivere crisi esistenziali a tutti gli altri, e li capisco eh, perché io da ex corridore sarei frustrato allo stesso modo. Quindi Lipowitz e gli altri non è che abbiano il podio in tasca. Se lo devono guadagnare al netto di Pogacar. E quindi anche Lipowitz giustamente dice “finché non salto…”, ma poi tirare per che cosa? Cosa sarebbe cambiato? Avrebbe fatto terzo uguale con due secondi in meno e magari lui avrebbe preso 3’40”. Non ha senso, fa bene a stare lì, anche io avrei fatto uguale. Poi non so quali siano le gerarchie ma insomma, Lipowitz non è da meno di Evenepoel e quindi perché dovrebbe tirare per lui?» .

A proposito di Remco: era indispettito anche con la Lidl-Trek


«È indispettito con il mondo intero. La sostanza è che è lontano anni luce da Pogacar. Quindi, insieme agli altri, che metta via la speranza di vincere un Tour. Lui ha un temperamento un po’ superiore, ma è Pogacar che manda in frustrazione tutti, e Remco va in frustrazione ancora di più perché pensa di poter… Ma ormai sono anni che non c’è niente da fare, che quando Pogacar parte, Evenepoel non gli sta dietro neanche per cento metri». 


Quanto li vedi lontani da Vingegaard?


«No. Pogacar sta sulla Luna. Vingegaard su Marte e tutti gli altri sulla terra. E dalla Luna a Marte c’è già un abisso».

E di questa superiorità di Pogacar cosa ne pensi?


«Sii fa impropriamente il paragone con Merckx, perché è inevitabile, ma questo è una spanna sopra Merckx. Finirà la carriera una spanna al di sopra di lui. Anche questa cosa, nessuno ha il coraggio di dirla, ma Merckx non era così nettamente superiore. Qualche batosta ogni tanto la prendeva. Pogacar sono due anni che vince il 95% delle corse a cui prende parte. Se facciamo questo tipo di analisi, Merckx è molto inferiore, ma anche come palmares: a 28 anni vincerà il suo quinto Tour de France. Batterà anche il record che è stato tolto ad Armstrong. L’unico problema è se gli scappa la voglia. Ecco, allora poi ne parleremo di un Pogacar diverso, ma finché ha questo entusiasmo…».