Tadej Pogacar non è cambiato di una virgola. Un anno dopo, il copione non cambia: la strada inizia a salire e lui miete vittime senza pietà. E dire che a un certo punto, proprio negli ultimi chilometri del Col du Tourmalet, ci avevamo quasi creduto a un possibile rientro di Jonas Vingegaard. Il danese sembrava essersi gestito, una quarantina di metri soltanto separavano i due, e un’ipotesi di ricongiungimento nei pressi del GPM si era fatta viva.
Sappiamo poi come è andata: una speranza durata una manciata di minuti, perché poi il campione del mondo non si è scomposto un minimo, mentre Jonas sì, le sue spalle sì che si scomponevano, e lì ha cominciato a costruirsi il distacco. Prima i secondi e poi i minuti, che alla fine in classifica sono ben 2’42”.
Dietro di loro, gli altri, o i comuni mortali – chiamateli come li volete chiamare. Del Toro, che inizialmente voleva farci credere nell’ennesima doppietta, torna tra gli umani, si stacca, si fa riprendere, poi sprinta e si aggiudica la terza posizione di tappa e della generale. Il distacco complessivo dal compagno di squadra è di 3’27”.
Remco Evenepoel, forse il primo dei rimandati, si imbizzarrisce perché nessuno collabora nell’inseguimento, ma poco sarebbe cambiato: si sveglierà quarto in classifica con 3’30” di ritardo dalla maglia gialla, mentre il compagno di squadra Florian Lipowitz è a 4’00”. Il tedesco sembrava avere una marcia in più in salita, ma l’impressione è che ogni giorno possa cambiare qualcosa in questo Tour de France in cui tutti sono sempre al limite.
Quinta posizione nella generale per Juan Ayuso, che sul Col d’Aspin ci ha fatto spaventare: inquadrato nelle retrovie, aveva fatto pensare alla prima vittima illustre di questa Boucle, ma per fortuna era solo un problema meccanico. Ha trovato un ottimo Skjelmose (9º in generale a 4’57”) a dargli sostegno e alla fine è arrivato insieme a tutti gli altri big.
Paul Seixas era una stella e continua ad esserlo, perché al suo primo Tourmalet è rimasto tra i grandi, e questo fa ben sperare noi e i francesi, perché qui tutto chiede salvezza. Il suo ritardo dalla maglia gialla è di 3’55”.
Nona posizione nella generale a 4’21” per Lenny Martinez, anche lui francese di belle speranze, anche lui bravo a tenere le ruote di motori di ben altra cilindrata. Appena fuori dalla top ten Egan Bernal, che ha approfittato della sesta tappa per recuperare 15 posizioni in classifica generale: il suo ritardo complessivo è di 9’12”.












