
Dopo una giornata molto tranquilla, Jonas Vingegaard ha vissuto gli ultimi chilometri della tappa di ieri con un certo stress. Il danese è rimasto coinvolto nella caduta innescata da Molenaar (che non ripartirà oggi) poco prima del cartello dei -5 (dove sarebbe scattata la neutralizzazione) e ha quindi dovuto inseguire: finendo a terra non ha riportato conseguenze fisiche, ma è stato costretto a concludere la tappa sulla bici del compagno Campenaerts.
Grazie al lavoro della squadra, e in particolare di Piganzoli nell’ultimo chilometro, Vingegaard ha recuperato posizioni, ma non è riuscito ad agganciare il gruppetto con tutti gli altri big. Riguardando le immagini dell’arrivo, infatti, si nota che Pogacar, Evenepoel e Seixas tagliano il traguardo tutti insieme con un ritardo di 14” dal vincitore Kooij, mentre Jonas arriva 11” dopo insieme a Piganzoli e alla maglia gialla Træen. Perché, allora, al danese è stato assegnato il distacco degli altri?
La spiegazione sta nella cosiddetta regola dei tre secondi, introdotta dall’UCI nel 2018. Questa norma, che si applica solo nelle tappe in cui è atteso uno sprint di gruppo (come quella di ieri), stabilisce che, quando c’è un gap inferiore o uguale a tre secondi tra la ruota posteriore di un corridore e quella anteriore del corridore successivo al traguardo, il distacco temporale non viene calcolato.
Dunque, anche se visivamente Vingegaard non è propriamente arrivato nel gruppetto con gli altri big, il danese si è salvato perché non si è creato nessun buco davanti a lui: il “merito”, riguardando le immagini, è di Hugo Page della Cofidis, che si trovava in mezzo tra Cees Bol (l’ultimo corridore del gruppetto di Pogacar ed Evenepoel) e Piganzoli, che come detto ha tagliato il traguardo davanti a Jonas e alla maglia gialla. Insomma, il grande sforzo della Visma negli ultimi chilometri è stato ripagato, il danese non ha perso terreno e oggi è pronto ad affrontare il primo importante test in salita sul Tourmalet.











