
La tappa di domani è il primo, vero spartiacque di questo Tour de France. I protagonisti più attesi sono sempre loro, Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. I due partono a pari tempo, ma questo equilibrio totale non è destinato a durare. Il ring è uno dei più iconici del ciclismo, il Tourmalet. Dopo due frazioni che hanno lasciato rifiatare i big in lotta per la maglia gialla, è di nuovo tempo di fare sul serio. La sesta frazione di questo Tour de France prevede 4150 metri di dislivello spalmati su cinque GPM, tra cui spiccano il Col d’Aspin (12 km al 6,5%) e Col du Tourmalet (17,1 km al 7,3%). Stavolta, dunque, la strada sale davvero e questa prima frazione di montagna sarà una bella prova verità. Siamo solo all’inizio e i nodi da sciogliere, quindi, sono veramente tanti, ma andiamo per punti, partendo dai due grandi duellanti.
Sarà l’ennesimo Tadej Pogacar show?
Lecito chiederselo, visto il suo dominio, anche se Jonas Vingegaard sembra molto vicino, anzi, cronometricamente parlando gli è proprio accanto! Sarà un duello senza precedenti, con i due appaiati da un distacco nullo: Tadej in classifica è davanti solo per una somma di miglior piazzamenti, e non per un gap di secondi. Considerando le prime tre tappe, possiamo dire che siamo in parità assoluta, con una vittoria a testa, anche se quella del danese è da attribuire alla squadra. A proposito della frazione inaugurale, un primo dato interessante era emerso proprio sull’ascesa al Montjuic: Tadej Pogacar ha fatto registrare il miglior tempo di scalata dando 2” al rivale. Anche nelle due tappe successive ha dato prova di superiorità, ma va detto che non era terreno fertile per Jonas. In ogni caso, al termine di questa frazione potremmo avere le idee più chiare sulla loro condizione.
E del Toro? Sarà di nuovo doppietta UAE?
Scollinato il Col du Tourmalet mancheranno 40 chilometri all’arrivo, forse troppi per andarsene da soli, considerando che il traguardo è posto a Gavarnie-Gèdre al termine di una salita pedalabile di 18,7 km. Nonostante sia considerata un GPM di 2ª categoria, infatti, la pendenza media è del 3,7% e quindi stare a ruota farà tutta la differenza del caso. Visto quanto successo nella seconda tappa, e considerata l’eccellente condizione di del Toro, viene da pensare che i due proveranno a rimanere insieme fino alla fine.
Evenepoel o Lipowitz: cosa farà la Red Bull?
I due sono separati da 30” secondi in favore del belga, che già nella cronosquadre inaugurale lo aveva staccato di 16” sullo strappo conclusivo del Montjuic. Il tedesco, dalla sua, ha dei risultati ottimi in tutte le corse a tappe a cui ha partecipato quest’anno, vincendo o arrivano sul podio (eccezion fatta per la Volta ao Algarve, conclusa ottavo). Da un lato dei watt da campione del mondo, dall’altro la solidità del teutonico, che l’anno scorso è salito sul terzo gradino del podio proprio sui Campi Elisi. Andranno di pari passo? Si aspetteranno? Il verdetto alla strada.
Seixas riuscirà a tenere le ruote dei big?
Ci sono due cose da fare quest’estate in Francia: sostenere la nazionale al Mondiale di calcio e tifare Seixas lungo le salite del Tour. Non è poco, per un diciannovenne alla prima esperienza alla Boucle, ma per ora non ha dato prova di stress. È vero, c’è stato il piccolo malinteso con Tiesj Benoot nella seconda tappa, ma ha perso tre secondi, niente più. Occhi puntati su di lui quindi, nell’augurio – per i francesi – di aver trovato il prossimo fenomeno generazionale.
La Lidl-Trek sarà altrettanto solida con Juan Ayuso?
Dopo la straordinaria prestazione di squadra messa in scena nella quarta tappa (conclusasi con la vittoria di Mads Pedersen), adesso tocca ad Ayuso. Lo spagnolo si è ammalato proprio prima di iniziare il Tour de France e la sua condizione è un bel punto interrogativo. Il ragazzo i numeri ce li ha, lo ha dimostrato in innumerevoli occasioni, ma alla Grande Boucle anche un piccolo acciacco si paga caro. Per ora ha sempre risposto presente, senza però brillare e domani sarà chiamato a una gran prova per non perdere secondi preziosi. Lui stesso, proprio a inizio Tour, aveva dichiarato di doversi difendere nella prima settimana: vediamo se la squadra dovrà scortarlo.











