Grazie alla fuga di Foix, Torstein Træen è diventato il terzo norvegese di sempre a vestire la maglia gialla del Tour de France dopo Thor Hushovd (suo attuale general manager alla Uno-X Mobility) e Alexander Kristoff. Già l’anno scorso, quando il classe 1995 aveva vestito la maglia rossa della Vuelta, avevamo raccontato la sua bella storia (qui potete leggere l’articolo della nostra Michela Vair). nel 2022, dopo un controllo antidoping, Torstein aveva scoperto un tumore ai testicoli: un avversario davvero difficile, sconfitto però già nel luglio dello stesso anno.
La sua carriera è quindi ricominciata, con nuove soddisfazioni: nel 2024 una vittoria di tappa al Giro di Svizzera, l’anno scorso la maglia rossa della Vuelta, e adesso la gialla del Tour. Il norvegese, nono l’anno scorso alla Vuelta, ora ha un vantaggio di quasi otto minuti su Pogacar e Vingegaard, e potrebbe dunque tenere il simbolo del primato per qualche giorno.
«Non riesco a crederci», ha commentato Træen dopo la tappa. «È difficile per me rendermi conto di quanto sia grande quello che è successo oggi: credo che ci vorranno un paio di giorni. Il Tour è la corsa più importante del mondo e cercherò di godermi questa maglia gialla più a lungo possibile: vedremo giorno per giorno, ma spero di poterla tenere per un po’».
«Pensavo che ieri fosse una giornata buona per la fuga – ha continuato il norvegese – ma Pogacar e la UAE volevano la tappa. Oggi non ci ho creduto fino all’ultima salita: il mio diesse mi ripeteva solo “Mangia e bevi! Mangia e bevi!”. E a un certo punto mi ha dato il distacco del gruppo, che era grande. Le gambe erano buone: in queste situazioni devi solo sperare e crederci».












