Tour de France, la lunga attesa in casa Uae tra Pogacar e del Toro: due campioni così simili, così diversi

Isaac Del Toro chiacchiera con Matxin dopo la ricognizione della cronosquadre d'apertura del Tour de France
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Il termometro segna già trentadue gradi sebbene siano appena le dieci di un mattino caldo di sole. L’hotel che ospita la Uae Emirates è alle porte di Barcellona, sul litorale che si affaccia sul mare e la vista della spiaggia e dei bagnati che la affollano fino a tarda sera è quantomeno un fugace sollievo per gli occhi.

Pogacar (sempre sorridente e disponibile a firmare autografi) e del Toro (più introverso ma egualmente cortese a soddisfare le richieste soprattutto dei tifosi più piccoli) sono appena rientrati dalla “sgambata” del mattino consumata con il resto della squadra (solo Tim Wellens è uscito con la bici da crono) ma le loro direzioni non sempre convergono: “Pogi” infatti è tra i primi ad uscire, del Toro tra gli ultimi; Tadej rientra da solo imboccando il track dei meccanici, Isaac invece si infila (anch’egli da solo) nel bus della squadra; il campione del mondo chiacchiera a lungo prima con Mauro Gianetti e poi con il diesse Hauptman mentre il campione messicano sembra avere in Matxin il suo punto di riferimento.

Due anime diverse, due caratteri probabilmente opposti per due campioni uniti in un solo obiettivo: quello di vincere il Tour con Tadej. Ma come si gestiranno realmente in due talenti dello squadrone emiratino? Lo vedremo giorno per giorno, tappa dopo tappa di un Tour che si annuncia lungo e particolarmente caldo.

Per il momento però, la sensazione che emerge chiaramente a poche ore dal via del Tour numero 113, è che nel clan Uae regni la tranquillità e la piena armonia. E mentre i meccanici nel parcheggio dell’hotel finiscono di preparare le bici da crono davanti agli occhi curiosi di un gruppo di tifosi venuti dal Belgio e mentre i corridori pranzano nella sala vista mare a loro riservata, noi ci prepariamo ad incontrare il diesse Hauptman per un’attesa che, guardando il mare e la spiaggia che si perde a vista d’occhio, è quanto meno un po’ meno lunga.