Al Giro d’Italia è il momento del tappone dolomitico, una giornata importantissima per definire le posizioni sul podio di questa Corsa Rosa. Per Elia Viviani e la Netcompany Ineos, la missione di oggi è chiara: difendere la terza posizione di Thymen Arensman.
«Siamo fiduciosi – racconta Viviani – ma oggi può succedere di tutto. Intanto bisognerà capire chi va in fuga, perché potrebbero andare all’attacco molti corridori che occupano le posizioni dalla 10ª alla 15ª nella generale. Poi vedremo che piega prenderà la gara. Arensman, comunque, nei grandi giri ci ha abituato a ottime terze settimane».
Nelle precedenti salite Hindley ha recuperato alcuni secondi grazie ai suoi scatti nel finale.
«Però in realtà di tappe come quella di oggi e quella di domani non ne abbiamo ancora avute, avevamo tappe meno dure all’inizio e quindi più adatte agli scattisti. Oggi secondo noi si arriverà all’ultima salita con già tanta fatica nelle gambe. Ci auguriamo quindi un passo molto alto già da parte del Giau: per le caratteristiche di Arensman, è meglio arrivare alle ultime salite con già tanta fatica nelle gambe».
Cosa ti aspetti dalla Visma?
«Con Vingegaard possono difendere un cuscinetto di 4 minuti, ma hanno l’obiettivo maglia bianca con Piganzoli. Dipende, può darsi anche che impostino un ritmo regolare sul Giau. Noi però, come detto, speriamo in un ritmo alto».
Potreste essere proprio voi, allora, a prendere in mano la situazione?
«Vediamo. Sicuramente abbiamo un Bernal in grande crescita e lo vogliamo vicino ad Arensman. Dipenderà anche dalla fuga che andrà via».
Hai parlato di Bernal: Egan, in effetti, sembra in forte crescita.
«Ce l’aspettavamo: in realtà ci aveva sorpreso il tempo perso a inizio Giro. Contiamo molto su di lui: oggi anche l’altitudine sarà importante, e sappiamo quanto Egan si trovi bene a certe altezze».
Chiudiamo con una battuta: tappe come quella di oggi sei contento di doverle percorrere in ammiraglia e non più in bici?
«Assolutamente sì!».













