
Tadej Pogacar continua a vincere e a scrivere pagine di storia, ma i record, assicura, non sono il suo obiettivo. Il capitano della UAE Team Emirates XRG ha dominato il Giro di Romandia, portando a nove le vittorie stagionali su undici giorni di corsa. L’unica “delusione”, la Parigi-Roubaix persa in volata contro Wout van Aert, che gli ha impedito di vincere tutte e cinque le Monumento nella stessa stagione.
«Se mi dà fastidio l’etichetta di uomo dei record? Non ci faccio caso più di quel tanto», ha sottolineato Pogacar in un’intervista a RSI. «Ad essere onesto, non sono il tipo che insegue qualcosa. Anzi, non inseguo proprio nulla. Voglio solo vivere il momento, godermi ciò che ho ora e vedere dove mi porta il mio percorso. E se batto qualche record lo batto, altrimenti non importa: non ne faccio un’ossessione».
Pogacar tiene a sottolineare la sua normalità fuori dalle corse. «Sono felice che la gente dica che sono speciale, ma penso sia riferito esclusivamente a quello che faccio con la bicicletta. Sono fortunato ad avere gambe, polmoni e un cuore che mi permettono di fare qualcosa di speciale in sella, ma fuori sono un ragazzo semplicissimo. Mi preparo la cena, pulisco l’appartamento, vado al supermercato».
Il campione del mondo riflette sull’importanza di superare i momenti difficili e godersi quelli belli. «Tutto richiede uno sforzo. Bisogna che ti piaccia quello che fai, anche se comporta dolore e sofferenza. Il segreto? Non ho segreti. Mi infastidisco non quando perdo, ma quando non riesco a mostrare il meglio di me. Se non succede spesso è perché mi spingo sempre al limite. Sono sempre abbastanza contento, anche se perdo».









