L’Équipe riporta nuovi dettagli sui controlli antidoping effettuati su Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard nella notte tra sabato e domenica, prima della 15ª tappa del Tour de France. Secondo il quotidiano francese, i test notturni sarebbero stati autorizzati da un Giudice delle Libertà e della Detenzione (JLD) del Tribunale giudiziario di Parigi. In base al Codice dello Sport francese, il magistrato – per autorizzare controlli di questo tipo – deve verificare che esistano “gravi e concordanti indizi” del fatto che il corridore o i corridori interessati abbiano violato le norme antidoping oppure stiano per farlo. Il giudice deve inoltre accertare l’esistenza di un “rischio di dispersione delle prove”.
Contattata da L’Équipe, la Procura di Parigi ha confermato che un Giudice delle Libertà e della Detenzione di Parigi è stato effettivamente investito dall’ITA, in applicazione dell’articolo L.232-14-4 del Codice dello Sport, per autorizzare i controlli antidoping effettuati nella notte tra il 18 e il 19 luglio.
È importante sottolineare, naturalmente, che l’autorizzazione concessa dal giudice – se confermata – non costituisce un’accusa nei confronti di Pogacar e Vingegaard. La vicenda, inevitabilmente, ha suscitato un acceso dibattito ed è destinata a far discutere ancora a lungo: vedremo se, nelle prossime ore, l’ITA (Agenzia Internazionale per i Test Antidoping) o l’UCI forniranno ulteriori informazioni sulle ragioni di questi controlli notturni.
In un comunicato pubblicato dal CPA (il sindacato dei ciclisti professionisti), peraltro, si chiarisce che Pogacar e Vingegaard non sono stati gli unici a essere testati in piena notte, ma questi controlli hanno riguardato anche “altri corridori”.










