
«Il Tour non sarà lo stesso senza di te. Recupera presto amico mio». Parole di Tadej Pogacar, che ha corso un solo Tour de France, il primo della sua carriera, senza Jonas Vingegaard. Ieri, a Plateau de Solaison, per la prima volta dal 2020, l'ordine d'arrivo di una tappa della Grande Boucle non comprendeva il nome del corridore danese. Sempre affiancato a quello dello sloveno, che come Jonas ha preso parte al Tour in ogni stagione. Dal 2021 fino allo scorso anno, per cinque edizioni consecutive, i due si sono spartiti il primo e il secondo posto a Parigi. Ma c'è molto altro dietro il vuoto che si è aperto ieri, in strada e nei cuori degli appassionati, quando mancavano ventitré chilometri dall'arrivo. È in quel frangente, attraversando le strade verso il centro abitato di Bonneville, che Vingegaard ha urtato uno spartitraffico, cadendo e riportando la frattura della clavicola destra. Il danese si è stretto la spalla, lanciando qualche sguardo verso l'alto per il dolore mentre stava entrando in ambulanza. È l'immagine della fine di un duopolio che ha dato il via a una nuova era del ciclismo. Un dominio unico, mai visto nella storia di questo sport. Basti pensare che, prima di loro, in nessun grande Giro gli stessi due corridori hanno occupato le prime due posizioni per oltre due edizioni di fila. Joop Zoetemelk, l'eterno secondo, ha fatto da ombra prima a Eddy Merckx nel 1970-71, poi a Bernard Hinault nel 1978-79. Come successo a Gianni Bugno, per citare un'altra coppia, nei confronti di Miguel Indurain nel 1991-92. Tadej e Jonas si sono scontrati solo al Tour, ma la loro rivalità ha ridefinito gli standard delle corse a tappe. Ha infiammato i tifosi, nonostante negli ultimi due anni il divario...
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