Fuglsang: «Le moto influenzano le corse. Van der Poel non avrebbe vinto l’E3 senza scia»

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Jakob Fuglsang alla presentazione del Tour de France 2021 (foto: A.S.O./FabienBoukla)
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Jakob Fuglsang alza la voce sul ruolo decisivo delle moto nelle corse. L’ex corridore danese, intervenuto a Feltet, è convinto che i mezzi motorizzati influenzino l’esito delle gare molto più di quanto si creda, e chiede interventi concreti all’UCI.

«Da anni penso che le moto siano determinanti più di qualsiasi altra cosa – attacca Fuglsang – Contribuiscono a decidere se chi attacca riuscirà a mantenere il vantaggio. L’importante è attaccare per primi: prendi la scia della moto e dietro non possono raggiungerti, anche se sono in quattro a darsi i cambi. Van der Poel probabilmente non avrebbe vinto l’E3 se non avesse avuto una moto davanti. Era uno contro quattro».

Secondo il 41enne, il problema è strutturale: «Le strade tortuose costringono le moto a stare vicine, per garantire immagini televisive di qualità. Ma così chi è in testa al gruppo può andare più veloce di chi si trova in centesima posizione. L’anno scorso al Tour c’erano momenti in cui fisicamente non si riusciva ad andare più veloci: chi era davanti aveva la scia».

Fuglsang non risparmia critiche all’UCI: «Quando parlano di limitare i rapporti penso: non sono i rapporti a fare la differenza, sono le moto. Bisogna allontanarle, come prima cosa. Poi si potrebbe fare un accordo tra gentiluomini per non seguirle, ma probabilmente non sarà mai possibile».