A più di un anno e mezzo dal tragico incidente che costò la vita a Muriel Furrer, la Procura di Zurigo ha archiviato le indagini. La 18enne elvetica morì il 27 settembre 2024, un giorno dopo la caduta durante la prova juniores dei Mondiali di Zurigo, dopo essere rimasta priva di sensi per oltre un’ora nel bosco ai margini del percorso senza essere vista.
Dall’inchiesta non è stato possibile accertare “né l’intervento di terzi nella caduta della ciclista, né una violazione di obblighi penalmente rilevante in relazione alla sicurezza del percorso o al soccorso prestato dopo l’incidente“. La caduta è stata classificata come “un incidente di gara senza indizi di comportamenti penalmente rilevanti o di corresponsabilità dell’organizzatore, di altre partecipanti o di terzi”.
L’incidente è avvenuto alle 11:04, “al di fuori del campo visivo dei veicoli di scorta, dei commissari di gara, degli spettatori e dei commissari di percorso“. La ciclista, nascosta dal sottobosco, non era visibile dalla strada e, in assenza di un sistema di tracciamento in tempo reale di tutte le atlete, la sua scomparsa è stata notata solo dopo la fine della gara.
Furrer è stata ritrovata alle 12:26. I primi soccorritori sono arrivati “pochi minuti dopo il ritrovamento“, avviando immediatamente le cure e le operazioni di recupero. “Non sono emersi indizi di violazioni di obblighi rilevanti dal punto di vista penale“, né per il recupero, che ha richiesto molto tempo, né per le successive cure mediche all’Ospedale universitario di Zurigo. L’indagine è stata quindi archiviata.













