Alla San Geo si rinnova l’utopia del professionismo

A ventotto anni, Christian Scaroni sembra aver finalmente raggiunto la piena maturità: mercoledì ha conquistato l'ultima tappa e la classifica generale del Tour of Oman, anticipando il suo compagno di squadra Cristian Rodriguez e Adam Yates. Il bresciano della Xds Astana può vantare, adesso, dieci affermazioni tra i professionisti (Foto Aso/Vialatte)
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Quando nel 2019 diventò un atleta del vivaio della Fdj, Christian Scaroni non era il primissimo corridore italiano ad accettare l’offerta di una formazione straniera Under 23. Prima di lui, infatti, Ignazio Moser aveva già fatto parte della squadra di sviluppo della Bmc nel 2013 e nel 2014; successivamente, nel 2017, era stato Edoardo Affini ad entrare nell’organico della Seg, raggiunto poi l’anno successivo da Alberto Dainese.

E tuttavia, pur non essendo stata la primissima, l’esperienza estera di Scaroni è diventata comunque emblematica a livello italiano. È la storia di un ragazzo che per mettere a frutto il proprio talento ha dovuto portare pazienza, sopravvivere alla chiusura del team (la Gazprom) in cui era passato professionista, sgomitare in un’Astana affollata da una trentina di corridori e imparare a comportarsi da capitano contro avversari apparentemente più validi di lui.

Delle dieci vittorie raccolte sin qui nella massima categoria, otto sono maturate nell’ultimo anno solare, dal successo alla Classic Var del 21 febbraio scorso. L’altro giorno, al termine di una condotta di gara rischiosa ma col senno di poi impeccabile, Scaroni ha staccato Yates e ripreso Plapp in cima alla Green Mountain, vincendo la tappa e ribaltando la classifica generale. Lui che scalatore non è, ha sfoggiato una sicurezza e una lucidità invidiabili in cima ad una salita di sei chilometri al dieci per cento di pendenza media.

Domani, sulle strade della San Geo, comincerà la trentanovesima edizione del Prestigio Bicisport. Un anno fa, la classica bresciana premiò l’astuzia tattica e l’intraprendenza di Matteo Ambrosini, approdato poi al professionismo con i compagni di squadra della Mbh Bank CSB Telecom Fort (Foto Rodella)

Considerando la credibilità della sua ascesa e la serenità che adesso lo accompagna, viene naturale tenerlo in conto per un piazzamento di prestigio sulle Ardenne, oppure per la vittoria al campionato italiano.

Non ha mai corso un mondiale, nemmeno nelle categorie giovanili, e quando Villa a settembre gli ha chiesto se fosse disponibile a sostituire Pellizzari, Scaroni ha avuto l’ardire di rinunciare per non compromettere l’avvicinamento all’europeo della settimana successiva, il suo obiettivo principale. Quella che poteva sembrare superbia, incoscienza, arroganza, si è trasformata all’improvviso in una splendente chiarezza d’intenti: all’europeo ha chiuso quarto, perdendo il bronzo soltanto allo sprint contro Seixas.

Domani, sulle strade bresciane della San Geo e su quelle fiorentine del Mugello, ricominceranno il Prestigio e più in generale la stagione degli Under 23. Un’annata che non inizia sotto i migliori auspici: l’ambiente della Colpack ha salutato (definitivamente?) la categoria entrando tra i professionisti con la Mbh Bank, ai tanti vivai internazionali già presenti si sono aggiunti quelli della Ineos e della Movistar, e il Tour de l’Avenir ha deciso di aprire alle squadre di club dopo che l’Unione Ciclistica Internazionale aveva deciso di interrompere l’esperienza della Nations’ Cup degli Under 23. Vanno trovati nuovi equilibri, nuove energie, nuove risorse alla vigilia di una stagione che si annuncia quantomai diversa, incerta, frammentata.

Il Tour de l’Avenir che apre anche alle formazioni di sviluppo è solo l’ultima novità di una categoria, quella degli Under 23, al centro di numerosi cambiamenti (Foto Tour de l’Avenir/Joly)

Ai corridori e ai membri delle squadre, in particolar modo quelle italiane che devono farsi in quattro per non perdere ulteriormente terreno dalla concorrenza straniera; e anche agli organizzatori, senza l’attività dei quali non potrebbe prendere vita ogni anno uno dei calendari giovanili più ricchi del mondo: insomma, a tutti gli addetti ai lavori di una categoria confusa e variegata ma senza dubbio piena di passione, va l’augurio di vivere la più intensa, la più serena e la più stimolante stagione possibile.

Che ognuno possa trovare l’entusiasmo per rincorrere i propri sogni, il coraggio di rimettersi in discussione e la forza per sopportare determinati sacrifici, senza che le proprie speranze perdano di senso perché a vent’anni non si già entrati “in società”. Soltanto fino a qualche anno fa, la storia frastagliata di Scaroni sarebbe sembrata un’utopia. Ma l’utopia, ha scritto una volta Eduardo Galeano, irraggiungibile all’orizzonte, serve proprio a questo: a continuare a camminare.