5,98 chilogrammi: una Specialized così leggera non si era mai vista. È la nuova Aethos 2, seconda generazione del modello piuma presentato dal brand americano nell’ormai lontano 2020. Nonostante l’aspetto estetico sia rimasto pressoché identico, le novità introdotte sulla rinfrescata piattaforma sono parecchie; utilizzando un piccolo gioco di parole si potrebbero definire “di peso”, poiché esse sono in grado di rendere ancor più fruibile questo modello “estremo”.
Le nuove tecnologie
La nuova Aethos 2 è la prima bicicletta Specialized a scendere sotto i 6 chilogrammi di peso. Un dato semplice, questo, ma che riesce a racchiudere tutto il lavoro ingegneristico svolto dal brand americano durante le ultime due stagioni. Due stagioni, due anni. Già, perché lo sviluppo di Aethos 2 è iniziato contemporaneamente alla presentazione al pubblico della ormai super vincente Tarmac SL8 durante il mese di agosto 2023. Non è un caso, dunque, che nella fase di progettazione di questa nuova bicicletta sia stato fondamentale il know how acquisito durante lo studio di Tarmac SL8.
Il lay up FACT Carbon 12r è concettualmente condiviso dalle due piattaforme, ma gli ingegneri di Specialized lo hanno ottimizzato ed adattato per ottenere il miglior equilibrio tra leggerezza estrema, rigidità e reattività. Il metodo di lavoro adottato per Aethos è completamente differente da quello applicato per tutte le biciclette Specialized: inseguire l’unico obiettivo della massima leggerezza non è compatibile coi regolamenti UCI e Aethos 2, nella configurazione “piuma” da noi testata, non sarebbe di fatto utilizzabile in competizioni ufficiali.
Lo avete letto poco sopra, esteticamente Aethos 2 è molto simile alla precedente generazione e le differenze sostanziali sono racchiuse quasi interamente nel comparto anteriore della bicicletta. Il passaggio dei cavi è stato finalmente nascosto all’interno del telaio e la presenza del nuovo manubrio integrato Alpinist Cockpit II ha contribuito a donare un’estetica più moderna.
La forcella presenta una sagoma sfinata in grado di risparmiare grammi preziosi, mentre di contro, il passaggio delle gomme è stato ampliato a 35 millimetri. La sfida più grande degli ingegneri di Specialized è stata dunque quella di togliere grammi ad una piattaforma che ha visto introdurre delle soluzioni tecnologiche “pesanti”: un altro esempio è quello dello stack maggiorato per migliorare il comfort, che in termini semplici si è tradotto in un cono sterzo leggermente più ingombrante della precedente generazione.
Geometrie aggiornate
Il tubo obliquo e quello orizzontale non hanno subito ritocchi estetici ma nonostante quest’ultimo abbia lo stesso slope della precedente versione, si trova in una posizione più alta a causa delle nuove geometrie e del cono sterzo più alto. Una volta fatto cenno alle geometrie è doveroso menzionare come è stato modificato l’assetto in sella di Aethos 2.
Lo stack – come detto poco sopra – è stato maggiorato di 15 millimetri per alleggerire la pressione sulle mani; il movimento centrale è stato ribassato di 3 millimetri (una modifica simile a quella già vista su Diverge 4, il modello gravel appena presentato da Specialized); l’interasse è stato allungato di 7 millimetri e l’angolo di sterzo è stato ridotto di 0,5 gradi. Sono tutte modifiche, queste, che rendono Aethos 2 decisamente più confortevole della precedente versione, più sicura alle alte velocità e più agile nelle curve strette.
Cerchi ultraleggeri
Pochi giorni prima del lancio ufficiale di Aethos 2, quasi come per annunciare al pubblico l’arrivo di un nuovo modello ultraleggero, Specialized ha presentato il terzo modello presente nella gamma di ruote Roval. Si chiamano Alpinist CLX III, pesano solo 1.131 grammi e includono una raggiatura in fibra di carbonio inedita. Il profilo dei cerchi è di 33 millimetri mentre il canale interno è stato confermato a 21 millimetri di larghezza; si tratta di un set di ruote progettato appositamente per coperture da 28 millimetri, come gli S-Works Turbo che abbiamo utilizzato durante il nostro test, e per un utilizzo prettamente da salita. La presenza dei mozzi DT Swiss 180 garantisce una reattività e una scorrevolezza da top di gamma, mentre la stabilità in discesa e l’agilità nei cambi di direzione sono le caratteristiche che, trattandosi di ruote ultraleggere, ci hanno colpito maggiormente.
Come va
L’estrema leggerezza di Aethos 2, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non è un’arma a doppio taglio. Anzi, la rapidità in salita si coniuga perfettamente con l’ottima stabilità in discesa, una caratteristica che infonde sicurezza fin dalle prime ore passate in sella a questa nuova bicicletta. L’aerodinamica del telaio non è stata curata nei minimi dettagli e le sensazioni in pianura, ovviamente, ne risentono. Ciò che impressiona di più di Aethos 2 è però il grande comfort e la semplicità di guida nettamente migliorata rispetto alla precedente generazione. Le modifiche alle geometrie hanno portato ad una posizione in sella leggermente più alta e più bilanciata verso la parte posteriore del telaio. I benefici sono parecchi ed Aethos 2 è diventata una piattaforma ancora più equilibrata, adatta ad uno spettro di pubblico più ampio di prima.
La versione in prova è equipaggiata con gruppo Sram Red AXS e componentistica Roval Alpinist di ultima generazione: il manubrio è l’ultra leggero Alpinist Cockpit II da 270 grammi mentre le ruote Alpinist CLX III hanno un peso – come scritto sopra – di soli 1.131 grammi. Il prezzo di listino è di 13.449 euro.
Tutte le informazioni su www.specialized.com


















