Come si può rendere una bicicletta da gravel più veloce? Quali caratteristiche deve avere oggi una gravel per imporsi nelle competizioni più importanti? Deve essere più stabile, più aerodinamica o offrire un passaggio gomme più generoso? Se c’era un prodotto davvero mancante all’interno della gamma Specialized, era proprio una gravel racing capace di rispondere alle esigenze sempre più specifiche delle competizioni su sterrato. È vero, l’anno scorso è stata presentata Diverge 4, un modello performante ma con delle geometrie e caratteristiche più vicine al gravel adventure e ai percorsi più estremi. Negli scorsi mesi la casa di Morgan Hill ha rinnovato numerosi modelli e l’ultima arrivata è proprio la nuova Specialized Crux, la quinta e ultima evoluzione della piattaforma gravel del marchio americano. In passato Crux è stata una bicicletta pensata per il doppio utilizzo gravel-ciclocross, ma oggi si presenta come un progetto completamente dedicato allo “sterrato”, con un’impostazione più aerodinamica e un’anima unicamente racing, orientata a prestazioni elevate e massima efficienza sui percorsi sconnessi.
Nata come piattaforma da ciclocross, Specialized Crux ha sempre mantenuto, nelle sue quattro precedenti generazioni, una linea classica caratterizzata da tubazioni sottili e tondeggianti, con un’integrazione dei cavi quasi del tutto assente. La prima generazione nacque nel 2010 e già nel 2013, come un’anticipazione profetica di quello che sarebbe successo tredici anni dopo, Dan Hughes vinse su Crux l’ottava edizione della Dirty Kanza, la celebre corsa gravel che dopo il 2020 venne ribattezzata con il nome di Unbound. La metamorfosi identitaria di Specialized Crux è però già iniziata del 2021, quando venne presentata la quarta generazione. Il telaio riprendeva tanti elementi della cugina stradale Aethos, bicicletta con cui – tra l’altro – condivideva il primato di telaio più leggero del brand per le rispettive tipologie di utilizzo.
Come va
La quinta generazione di Crux eredita solamente le geometrie racing della sua precedente versione, tutto il resto è stato completamente ridisegnato in un’ottica di perfezionamento aerodinamico, totale integrazione e leggerezza assoluta. La posizione in sella è rimasta molto simile ma qualche piccolo accorgimento, scheda tecnica alla mano, è stato apportato. Un esempio riguarda il valore del reach che è stato aumentato ed ottimizzato per garantire la stessa agilità dell’avantreno utilizzando attacchi manubrio più corti. Poi, l’angolo di sterzo è stato ampliato di 0,5° per aumentare la stabilità e la stessa sorte è toccata all’angolo del tubo sella, anch’esso “raddrizzato” di 0,5°.
“The Equation of Speed” (l’equazione della velocità, in italiano) è l’equazione concettuale intrapresa da Specialized per raccontare e sviluppare gli ultimi modelli. Proprio come Tarmac SL8, Crux 5 è stata progettata con una filosofia ingegneristica che raccoglie con precisione assoluta, soppesa ed equilibra decine di parametri. Tra questi, ci sono ad esempio leggerezza, aerodinamica, rigidità, potenza espressa dal ciclista, resistenza al rotolamento, dissipazione energetica e tanti altri. Tutti questi dati vengono poi integrati in un modello virtuale capace di simulare una gara reale (l’Unbound Gravel citata poco sopra) e restituire il “Time to finish”, ossia la velocità reale di Crux 5, oltre al risultato tangibile della cosiddetta equazione della velocità. Specialized Crux 5 sul percorso di Unbound Gravel è più veloce di ben 9 minuti e 58 secondi rispetto alla sua precedente generazione, un dato che se tramutato in potenza si può esprimere come 15,2 watt in meno.
Per quanto riguarda le forme, Specialized Crux 5 condivide numerosi elementi con Tarmac SL8. I tubi tondi hanno lasciato spazio a profili NACA più affusolati e profondi, mentre il tubo sterzo e l’intersezione tra carro posteriore e tubo sella richiamano soluzioni già viste sul telaio stradale di punta del brand americano. Non mancano comunque quattro fori extra per portaborracce aggiuntivi e borse, sono presenti su tubo obliquo e in prossimità del movimento centrale, come sulla precedente Crux. Sul fronte della guidabilità, invece, Crux 5 eredita l’agilità nei tratti più stretti e la straordinaria precisione dell’avantreno che avevano già contraddistinto la precedente generazione. Il tutto reinterpretato in chiave aerodinamica, con l’obiettivo di rendere questa nuova Specialized una delle biciclette gravel più veloci e performanti attualmente presenti sul mercato.
La nuova Crux è dunque rigida e precisa davanti, confortevole e reattiva dietro; ma questo non significa che sia una gravel da competizione capace di dare il meglio solo alle alte velocità, poiché con pochi accorgimenti può cambiare completamente il proprio feeling di guida. Durante il nostro viaggio con Specialized in Costa Brava abbiamo potuto testarla nella versione S-Level (più avanti apriremo una parentesi sui vari allestimenti) e in due diversi set up. Il primo, estremamente aerodinamico e pensato per dare il meglio nel cosiddetto “fast gravel”, era caratterizzato dalla presenza delle ruote Roval Terra Aero CL e di coperture Specialized Tracer da 50 millimetri di larghezza. Per inciso, il passaggio gomme di Specialized Crux 5 è stato portato fino a 55 millimetri e, nonostante il canale interno delle Roval Terra Aero CL fosse da 27 millimetri, lo spazio residuo tra telaio e pneumatico rimaneva ancora molto abbondante. Questo set up si è dimostrato eccellente nei segmenti meno tecnici, grazie alla spiccata aerodinamica delle ruote e ai volumi generosi delle coperture, capaci di garantire grande scorrevolezza e stabilità anche alle alte velocità sui tratti più veloci e compatti.
Successivamente abbiamo provato Specialized Crux con una coppia di Roval Terra CLX III dal profilo di 25,5 millimetri e coperture Specialized Pathfinder da 45 millimetri. Le sensazioni riscontrate sono state completamente diverse: se con ruote da 50 millimetri di profilo e pneumatici più voluminosi Crux dava il meglio sui tratti veloci e scorrevoli, sacrificando qualcosa in agilità, con questo secondo set up si trasforma in una vera gravel da salita. Le ruote Roval Terra CLX III utilizzano raggi sfinati in carbonio Arris e i performanti mozzi DT Swiss 180: fermano l’ago della bilancia ad appena 1.079 grammi e sono tra le più leggere sul mercato. Insieme alle coperture più scorrevoli e reattive (grazie alla parte centrale liscia del battistrada), restituiscono una guida estremamente semplice e divertente, mettendo in mostra tutta la versatilità di questa Crux 5, una piattaforma capace di adattarsi con efficacia ai contesti più diversi del gravel racing moderno.
Allestimenti e conclusione
La gamma gravel di Specialized è ora completa e in base alle vostre esigenze potrete scegliere facilmente il modello più adatto a voi. Diverge 4 è la gravel adventure votata al comfort e alla versatilità più estrema; la nuova Crux è invece la bicicletta perfetta per chi vuole competere nelle varie tappe dei calendari Gravel Earth Series, UCI Gravel o semplicemente cerca delle geometrie racing e un peso totale che nella versione S-Works sfiora i 6,6 chilogrammi senza pedali. Oltre alla S-Works, realizzata con lay up in carbonio FACT 12r e un peso del telaio di 789 grammi, in listino è presente la nuovissima linea S-Level. Quest’ultima si propone come alternativa leggermente più economica e conveniente del super top di gamma S-Works, grazie al lay up FACT 10r (108 grammi più pesante del 12r), ai montaggi sempre Sram Red AXS e alle Roval Terra Aero CL con raggi in acciaio anziché in carbonio. Il prezzo passa dai 13.999 euro della più cara ai 10.499 euro della versione a noi in prova. Per chi volesse spendere ancora meno, non mancano le versioni Expert, Comp e Sport rispettivamente a 6.999, 4.449 e 3.999 euro.

















