Le bici cinesi del team XDS-Astana? Ecco come vanno…

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Curiosità. È questa, forse, la reazione comune del pubblico nei confronti delle ultime arrivate in gruppo, le X-Lab AD9 del team XDS-Astana, o quantomeno quello che chi sta scrivendo ha notato durante un mese di allenamenti in sella alla bicicletta celeste fornita da FSA-Vision. Le ragioni per cui abbiamo utilizzato il telaio cinese le avete sicuramente lette qualche giorno fa, ma a scanso di equivoci lasciamo qui il link alla comparativa Metron SL/RS. 

Torniamo a X-Lab, o meglio XDS, la divisione high performance di “Xidesheng”, il suo nome completo, un brand pressoché sconosciuto per il mercato europeo ma che vanta una storia trentennale iniziata a Shenzhen, città vicina ad Hong-Kong e cuore industriale di tutta la Cina. Conosciuto principalmente per la manifattura del carbonio, XDS attualmente non vende alcun modello in Europa (Italia compresa): manca la rete commerciale ma secondo alcuni rumors il marchio cinese starebbe lavorando per entrare nei negozi del vecchio continente entro la fine del 2026. 

X-Lab

Lo avrete capito: le prime righe di questo articolo sono servite a rispondere alle domande più comuni “Che marchio è?”, “Dove l’hai comprata?”, “Chi le produce?”, una serie di quesiti piovuti copiosamente sul sottoscritto, motivo per cui si deduce una presunta grande curiosità nei confronti di questa X-Lab. 

Il telaio di AD9 sotto la lente d’ingrandimento 

Entrando nel dettaglio di questo prodotto, se di dettaglio si può parlare vista la scarsa presenza di documenti tecnici o approfondimenti specifici provenienti dalla stessa Xidesheng, possiamo sicuramente affermare che ci ha stupito positivamente. Il telaio di AD9 ha le sagome aerodinamiche dei telai più veloci, le linee sono muscolose e i tubi sono decisamente massicci. 

L’anteriore è esteticamente caratterizzato dai particolari foderi della forcella, essi presentano una curiosa sagoma “a goccia” che ricorda vagamente quella di Pinarello Dogma F. Questa estremizzazione sembra più estetica che progettuale e mancano, tra l’altro, le carene dei perni passanti. Poco più in alto troviamo il cono di sterzo che, massiccio e profondo, è caratterizzato dalla aerodinamica forma a clessidra. È il punto di partenza del finissimo tubo orizzontale e del ben più grosso tubo obliquo: quest’ultimo presenta diverse nervature mentre internamente è piatto. 

La quasi totalità dei tubi sembra d’ispirazione NACA (la serie di forme alari utilizzate in aeronautica spaziale), mentre è curiosa e futuristica l’intersezione dei pendenti del carro posteriore con il tubo sella. Per completare la lista delle caratteristiche estetiche non possiamo dimenticarci l’imponente scatola del movimento centrale, il crocevia fondamentale per rigidità, potenza e aerodinamica. 

X-Lab

Come va AD9?

Il primo buon feedback regalato da questa X-Lab è sicuramente la velocità. Durante il nostro test l’abbiamo utilizzata solamente con ruote Vision Metron da 45 millimetri di profilo e forse con un cerchio da 60 (sempre Vision, perché no) AD9 risulterebbe ancora più estrema. Le geometrie sono chiaramente da competizione ma nel nostro caso una taglia M sarebbe stata più corretta. La “L” in dotazione era leggermente lunga sul tubo orizzontale, nulla di smisurato o di compromettente in termini di guida poiché i millimetri in eccesso sono stati recuperati con un più marcato avanzamento della sella. 

L’aspettativa, poi confermata, non era quella di trovare un telaio particolarmente agile e iper reattivo nei cambi di direzione; AD9 da il suo meglio in pianura e alle alte velocità, anche se in discesa riesce comunque a garantire una certa sicurezza grazie all’ottima stabilità. Non sono disponibili dati pubblici delle performance in galleria del vento di AD9, tuttavia siamo abbastanza certi che il coefficiente aerodinamico di questa X-Lab sia in linea con quello delle altre biciclette aero dei team World Tour.

La reattività di AD9 è forse l’unica zona grigia di questo telaio: è buona, sia chiaro, ma non indimenticabile. Sicuramente RD9, il modello ultra leggero di XDS, è più scattante e rigido in salita. Tornando ad AD9, il composito è realizzato in un blend di Toray T1100G e M40X, materiali impiegati anche da altri marchi e già visti nell’industria del ciclismo. 

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Arriverà in Italia?

Lo ripetiamo: non ci sono notizie ufficiali a riguardo ma un investimento così importante nel World Tour sarà sicuramente giustificato da una futura presenza delle X-Lab nei negozi europei. Il sito di XDS propone la X-Lab AD9 a 51.980 Renminbi, poco più di 6.200 euro, in una configurazione simile a quella che abbiamo provato noi. Se i prezzi rimarranno gli stessi, la curiosità del pubblico sarà addirittura maggiore. 

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