L’ex ciclista Boyer: «Di Pogacar si parla con le stesse parole usate per Armstrong, naturalmente sono scettico»

Pogacar
Tadej Pogacar taglia il traguardo dell'undicesima tappa del Tour de France (foto: A.S.O.)
Tempo di lettura: < 1 minuto

Non cessano tutto l’anno i dubbi sulle prestazioni di Tadej Pogacar, ma bisogna constatare che dopo il Tour de France aumentano vertiginosamente.

L’ultima dichiarazione in merito l’ha rilasciata l’ex corridore Eric Boyer, poi team manager della Cofidis. A Le Parisien ha detto: «I corridori sono totalmente disgustati dal ritmo e dal dominio della UAE. Ne deriva un’atmosfera piuttosto monotona, triste e sospettosa. Ma dobbiamo essere chiari: le persone che lo circondano non depongono a suo favore».

Ha continuato: «Quando li ascolti (dirigenti e allenatori della squadra, ndr) parlano sempre gli stessi argomenti: Pogacar si allena di più e meglio, l’alimentazione è migliore, la squadra è forte. Ma sono le stesse parole usate per Armstrong. Naturalmente, sono scettico».

Secondo Boyer, oltretutto, sarebbe un sentimento diffuso in gruppo. «Molti sono preoccupati. Hanno paura. Tutti sanno che tra alcune squadre, tra cui l’UAE, c’è un’iper-medicalizzazione. È una specie di zona grigia, e non possiamo essere sicuri che sia tutta una questione di dieta, di riposo e dei piani di allenamento. Spero che non ci sia altro. Ma siccome non sappiamo nulla, non è chiaro. In gruppo ricevono schiaffi in faccia ogni giorno e non si ribellano. Non si lamentano. Quindi non sono credibili. I laboratori stanno indagando a fondo, ma non so se è nei laboratori che troveremo la verità. Si tratta di indagini molto difficili da condurre, ne sono consapevole. Ma i laboratori sono obsoleti».