Siamo al giro di boa di un Tour che, come prevedibile, ha acceso sin da subito l’eterno duello tra Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. Il campione del mondo sembra padrone di una corsa che sta finalmente vedendo delinearsi all’orizzonte i profili delle grandi montagne pirenaiche, ma attenzione a sottovalutare il “robotico” danese della Visma perché, a nostro giudizio, al netto di qualche errore tattico dello squadrone belga e della inaspettata defaillance patita nella crono di Caen, Vingegaard ci sembra più che mai sul pezzo e dunque pronto, quando si cominceranno a spianare le salite “vere”, a mettere seriamente in difficoltà il fenomeno sloveno. Certamente non sarà facile scalfire la superiorità assoluta (sia fisica che mentale) di Pogacar, ieri vittima di una inaspettata caduta a ridosso del traguardo, ma Jonas, questo Jonas, può farcela con l’aiuto di una squadra che però, tatticamente, non dovrà più sbagliare nulla.
Vingegaard vinse il Tour nel 2022, la prima Boucle della sua carriera, incastrando Pogacar al termine di una impeccabile quanto spietata “tenaglia” messa in opera con l’allora compagno di squadra Primoz Roglic, e poi l’anno successivo conquistò la sua seconda maglia gialla grazie al devastante contributo che gli assicurò Van Aert, gregario di lusso e di sostanza.
Ecco qui, le due carte pesanti sulle quali può ancora contare il “robotico” Vingegaard adesso che il Tour si appresta a vivere i suoi giorni più duri. La famosa “tenaglia” da riproporre mettendo in mezzo il campione del mondo (non più ovviamente con Roglic passato alla Red Bull ma con lo statunitense Matteo Jorgenson, vincitore delle ultime due edizioni della Parigi-Nizza) e l’appoggio strategico di Van Aert che dopo aver recuperato le fatiche del Giro d’Italia correndo una prima parte di Tour a fari spenti, è pronto a rituffarsi nella mischia per il bene del suo capitano. Proprio come ha già fatto alla scorsa corsa rosa con quell’azione nella tappa del Finestre che diede poi il là all’attacco del suo allora capitano Simon Yates, ventiquattr’ore dopo trionfalmente in rosa all’ombra dei Fori Imperiali.













