Prima di oggi Jonas Vingegaard non aveva mai chiuso una cronometro del Tour de France fuori dalla top 7. Oggi ha chiuso 13º: battuto anche da Vauquelin, Lipowitz, Almeida, Jorgenson e Roglic. Dopo 33 km di massimo sforzo, il danese era esausto al traguardo di Caen, ed è rimasto più di due minuti a idratarsi – mentre i fotografi e e le telecamere lo braccavano – prima di tornare in hotel.
«Ho avuto una brutta giornata, non avevo le gambe. Sono rimasto sorpreso, ma fa parte del ciclismo», si è limitato a dire Vingegaard prima di aggiungere, con un briciolo di speranza, che «fortunatamente il Tour è ancora lungo. Credo ancora in me stesso e nel mio piano, possiamo ancora vincere».
Poi ha parlato il direttore sportivo della Visma | Lease a Bike, Grischa Niermann, per dire che «non ho spiegazioni, ci aspettavamo molto meglio». Niermann ha ammesso che «prima della cronometro era tutto a posto, non ci sono stati problemi, e durante la crono io potevo parlare con lui ma lui non poteva parlare con me, per cui non so. Ha perso tempo durante tutta la tappa. Non è stato un problema di squadra, Affini ha fatto una buona prova. Ma in una crono non puoi avere una strategia buona o cattiva per tutti». Ora Vingegaard dovrà essere più aggressivo? «Non cambia niente, adesso dobbiamo recuperare. Ormai è andata, da domani si riparte. Sapevamo che Remco era il favorito, ma con Jonas e Matteo Jorgenson speravamo meglio».














