Pessimo tempismo di Trine: Vingegaard è già in salita

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Difficile immaginare un tempismo peggiore. Le parole di Trine Hansen suonano come uno schiaffo in faccia alla Visma | Lease a bike, la squadra di suo marito Jonas Vingegaard, e di fatto lo sono. Non sono così sorprendenti, conoscendo il ruolo che Trine ha avuto e ha nella storia del campione danese. Ma certo fanno scalpore, anche perché è legittimo pensare che anche Vingegaard la pensi allo stesso modo. 

In sostanza: le squadre (in questo caso la Visma) spingono troppo, «temo che stia bruciando la candela da entrambe le parti», a volte ci si dimentica che dietro l’atleta c’è un essere umano, anche i team se ne dimenticano troppo spesso. Ma ci sono altre parole, e altre interviste, della signora Vingegaard che hanno messo l’accento su alcune modalità del rapporto team-famiglie che suscitano una certa impressione. Come quando Trine racconta (al giornale danese Jyllands-Posten) di quando suo marito ha abbandonato la Parigi-Nizza a causa di una commozione cerebrale. «Tutti in squadra sanno che noi, la sua famiglia, ne abbiamo sentito parlare solo in televisione. È semplicemente di cattivo gusto non farci sapere che sta bene. Semplicemente non riesco a capirlo», ha detto. 

Quello che Trine Hansen dice non poteva non fare scalpore. Jonas ha provato a smussare, ma il punto resta. Possiamo anche essere d’accordo sul fatto che nel ciclismo di oggi i periodi in altura stiano diventando troppi (lo dice anche Eddy Merckx), ma se uno fa il corridore professionista non può sottrarsi alla routine legata al suo ruolo. E la routine per i professionisti, soprattutto per i corridori che preparano i grandi Giri, ma non solo, è questa.

Vingegaard è il corridore più pagato della Visma, percepisce uno stipendio di circa 4 milioni di euro l’anno (soltanto di ingaggio, senza contare tutto il resto) e i sacrifici che fa per mantenere il suo status possono sembrare risibili alla maggior parte dei lavoratori, in qualsiasi campo. Sappiamo benissimo quali doti sono necessarie per fare quello che fa Vingegaard, e conosciamo i sacrifici, la fatica, le privazioni necessari per essere all’altezza del compito. Ma, come in moltissimi mestieri, a volte è necessario stare lunghi periodi lontano da casa, anche se si hanno figli piccoli o mogli adorate. 

«Con due figli – ha detto la signora Vingegaard – Jonas sente di perdersi la vita a casa. Questo va messo a confronto con la gioia che prova nel ciclismo. Per molti versi, il conto alla rovescia per la fine della sua carriera è iniziato quando abbiamo avuto il nostro primo figlio». Trine si tranquillizzi: non durerà per sempre. La carriera di un atleta è breve, e tra qualche anno Jonas Vingegaard potrà fare la vecchia gloria comodamente nella sua Danimarca, potrà portare i figli a scuola tutte le mattine e sentire il profumo delle torte nel forno della sua cucina. Se è questo che davvero vuole. Di certo, proprio all’inizio della sfida più grande della stagione, sua moglie lo ha messo in grave imbarazzo di fronte a tutti. In un momento in cui Jonas dovrebbe poter pensare a tutt’altro.