Jonas Vingegaard è un uomo molto attaccato alla famiglia e chi sta intorno a lui lo riconosce. Il suo compagno di squadra Matteo Jorgenson, per esempio, lo descrive come «padre e partner prima che corridore». C’è qualcuno di ancora più vicino a Vingegaard, però, che non è d’accordo: la moglie Trine.
In un’intervista al giornale danese Politiken, ha attaccato la Visma|Lease a bike dicendo: «Conoscendo Jonas come lo conosco io, direi che la squadra lo sta spingendo troppo oltre. Temo che gli stiano facendo fare il passo più lungo della gamba. Penso che a volte le persone dimentichino l’essere umano dietro l’atleta e come ottenere il meglio da lui. Tutto questo potrebbe ritorcersi contro sia a lui che a noi come famiglia».
Non si è fermata qui. Trine Hansen ha aggiunto: «Jonas ha bisogno di stare con noi, a casa in Danimarca. I ritiri in quota di tre settimane non gli fanno bene, ok che è molto legato alla sua routine ma a volte ha bisogno di staccare. Inoltre la Visma a volte si intromette nella nostra vita privata, come quando abbiamo deciso di ristrutturare parte della casa».
Oltretutto, la signora Vingegaard ha mostrato un fastidio velato nel vedere come Jonas non sia il leader indiscutibile della Visma|Lease a bike, ma che la squadra punti anche a vincere qualche tappa con altri corridori. Non sono stati fatti nomi, ma potrebbe riferirsi a Wout Van Aert.
«Spero che ottenga il pieno supporto della squadra, invece di avere diversi obiettivi. Credo che la squadra dovrebbe concentrarsi sulla vittoria del Tour de France e nient’altro, allora avrebbe le migliori possibilità di vittoria. Se si concentrano anche sulle vittorie di tappa per altri corridori, sappiano che non possono usare questo approccio con Jonas. Deve solo avere rispetto come lo ha Tadej Pogacar, che quando è al via di una corsa non ci sono dubbi su chi sia il leader, tutti conoscono il suo ruolo. Penso che sia estremamente importante».
In modo anche lui indiretto, il team manager della Visma Grischa Niermann aveva risposto a Trine su TV2 Sport dicendo: «Wout è il più grande aiuto che Jonas possa immaginare, ma è anche un grande campione e anche lui deve avere i suoi obiettivi e la sua libertà. Se gli dai questa possibilità allora ottieni il Wout che abbiamo visto al Giro, dove ha aiutato Simon Yates a vincere. Se invece dici a Wout di andare al Tour semplicemente per aiutare lui lo farà, ma non sarà bravo come quando sa di avere anche la sua libertà. L’obiettivo è sempre fare ciò che è meglio per la squadra».
In tutto questo, Vingegaard non poteva sottrarsi dal dare una spiegazione alle dichiarazioni della moglie, ma in modo molto diplomatico ha risposto: «So che Trine mi sostiene al 100% e farà tutto il possibile per aiutarmi a dare il massimo. Vuole solo il meglio per me. Certo, ci sono molti ritiri in alta altura e non durante l’anno, quindi è dura per la vita familiare. Ma continuo ad andare in bici e non ho ancora avuto un esaurimento nervoso».














