Giro d’Italia, Scaroni: «Non mi sembra vero, Fortunato un Uomo con la U maiuscola»

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Christian Scaroni e Lorenzo Fortunato festeggiano dopo l’arrivo (credit: @giroditalia).
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Finalmente Italia: al Giro d’Italia è la grande giornata di Christian Scaroni e Lorenzo Fortunato, protagonisti di uno splendido arrivo in parata. La vittoria del bresciano, la sua prima in carriera al Giro, ha interrotto il lungo digiuno italiano: il record negativo del 2017, con la prima vittoria tricolore arrivata alla 16ª tappa (con Nibali), è stato eguagliato ma non superato. Per il 27enne si tratta del quarto successo stagionale, il sesto di una carriera che è stata un continuo saliscendi, dalla chiusura della Gazprom nel 2022 alla brutta caduta della Strade Bianche di quest’anno.

«Non ci credo, non ci credo ancora», ha detto Scaroni dopo l’arrivo ai microfoni Rai. «Non poteva esserci un finale migliore. Eravamo d’accordo con Fortunato, c’eravamo detti che se fosse rientrato Carapaz lui sarebbe potuto partire, mentre se non ci avesse raggiunto nessuno avrei vinto io. Lorenzo nel finale stava decisamente meglio di me, ma avevamo un patto, è stato un uomo di parola, intendo un Uomo con la U maiuscola. Il suo gesto è stato unico, e adesso come squadra non vogliamo fermarci qua. In passato ho avuto difficoltà, soprattutto con la chiusura della Gazprom: a inizio 2025 ho vinto tre volte, nella prima settimana del Giro ho fatto fatica ma sapevo che sarei potuto andare in crescendo. Sentivo che la gamba cresceva, sapevo di stare meglio ma devo ancora realizzare quello che è successo. Non mi sembra vero».

Felicissimo anche Fortunato, che dopo la tappa ha dichiarato: «Intanto devo ringraziare la squadra, che mi aiuta fin dall’Albania per questa missione della maglia azzurra. Penso che oggi “Scaro” si meritasse di vincere, ai -7 dall’arrivo gli ho detto di starmi dietro, perché potevamo davvero arrivare all’arrivo. E non è finita qui: da domani a sabato abbiamo ancora buone possibilità di vincere, stiamo bene e ci riproveremo».