In casa UAE Team Emirates-XRG è il giorno della conferenza stampa di Juan Ayuso e Isaac del Toro: uno il capitano designato della squadra, l’altro l’attuale maglia rosa. In mezzo ai due un sorridente Matxin, che ripete più volte come la situazione della squadra sia quella ideale, con il primo e il secondo della generale.
«La situazione per noi è semplicemente perfetta», spiega Matxin. «Possiamo difenderci, non abbiamo bisogno di inventare chissà quali tattiche, sono gli altri a dover attaccare. Vedremo quale sarà la classifica dopo la cronometro di domani e in base a quello definiremo la strategia, tenendo comunque presente che l’obiettivo è vincere il Giro d’Italia: che sia con Ayuso, con del Toro, con Yates o con McNulty non ha importanza».
Del Toro, prima maglia rosa messicana della storia, appare ancora emozionato dopo il grandissimo risultato di ieri, ma allo stesso tempo determinato: «È un sogno guidare la classifica del Giro d’Italia: fatico ancora a credere di essermi svegliato in maglia rosa stamattina, non potrei essere più contento. Ieri quando c’è stata la caduta si è creata questa situazione di gara, e sono orgoglioso della mia prestazione. Non sento troppo la pressione, voglio semplicemente continuare a dare il massimo fino a Roma».
E poi c’è Juan Ayuso. Le sue parole sono le più attese, perché lo spagnolo, a differenza di Matxin e del Toro, ieri non ha parlato dopo la conclusione della tappa di Siena. Il 22enne comincia raccontando la tappa degli sterrati, e chiarendo quali sono le sue condizioni: «Ovviamente avrei preferito non finire a terra. Ho avuto bisogno di tre cerotti, avevo molto dolore. Da lì in avanti è stato uno stress continuo, ho sperato di non forare e per fortuna è andata bene. Il giorno di riposo mi ha aiutato: stamattina i primi 15-20 minuti di allenamento non sono stati facili, soffrivo ed ero preoccupato, ma poi è andata meglio. Credo che domani la situazione sarà ancora migliore».
Lo spagnolo ha poi commentato suo rapporto con il giovane compagno messicano: «Con Isaac ho corso spesso e mi sono sempre trovato bene, è latino come me, quindi ci capiamo. Personalmente non posso essere scontento di questa prima settimana: se mi avessero detto che sarei arrivato alla nona tappa con un più di un minuto di vantaggio su Roglic, ci avrei messo sicuramente la firma».
Infine, ad Ayuso è stato chiesto se sarebbe soddisfatto di chiudere il Giro in seconda posizione dietro a del Toro: «L’importante è che vinca la squadra, questa è la priorità. Chiaramente il Giro è il mio sogno, e voglio vincere, però mettiamola così: se proprio devo perdere questo Giro, spero che a vincere sia del Toro, o comunque un mio compagno di squadra».













