Ottava tappa del Giro d’Italia che dopo aver vissuto le emozioni di ieri sugli Appennini abruzzesi, torna con tantissimi saliscendi. Ben quattro Gran Premi della Montagna, di cui uno addirittura di prima categoria. Insomma, una salita vera che andiamo a scoprire in questo articolo!
CROCE DI CASALE – Classificabile tra le salite più volte percorse dal Giro d’Italia ma non sempre valide per l’assegnazione dei punti per la graduatoria del Gran premio della Montagna. Il primo passaggio risale al lontano 1930, quando ancora non esisteva la classifica del miglior scalatore, nel corso della tappa Teramo-Ancona vinta da Michele Mara su Dinale e Piemontesi. Seguirono quelli del 1931 (tappa Macerata-Pescara, con successo di Alfredo Binda davanti a Guerra), del 1932 e del 1934. Da Croce di Casale il Giro è transitato anche nelle edizioni del 1987 (in testa Roberto Conti), nel 1988 (Stefano Giuliani) e 1990 (l’australiano Phil Anderson).
SASSOTETTO – La salita è comunemente chiamata Sasso Tetto, ma il toponimo che fu per anni scelto dalle cartine ufficiali è un po’ improprio perché Sassotetto è solo un luogo di passaggio, nella parte finale dell’ascesa. Lo scollinamento avviene più in alto, ai 1624 metri del Valico di Santa Maria Maddalena, come riportato con precisione sul profilo altimetrico della tappa odierna. Fu inserito nel percorso della tappa Giulianova-Osimo, nel Giro d’Italia del 1987, indicato come Valico di Sasso Tetto. Al GPM transitò in testa il romagnolo Roberto Conti. La frazione venne poi vinta per distacco dal francese Robert Forest con una manciata di secondi sul romagnolo Randi, lo svedese Wahlqvist ed Elli. Nel 1990 stessa tipologia di tappa, con arrivo a Fabriano e il Sasso Tetto posto a metà percorso. S’impose in volata il neopro Luca Gelfi, gregario di Chioccioli e Cipollini, davanti a Ghirotto e Anderson. La fuga decisiva prese corpo dopo soli 50 chilometri, quando evasero in sette (Anderson transitò in testa al GPM) e nel finale, col gruppone ormai alle costole, s’involò il terzetto che si giocò il successo allo sprint.
Sassotetto, nel cuore dei Monti Sibillini, è stato per tre volte arrivo di tappa alla Tirreno-Adriatico. Nell’edizione del 2018 il basco Mikel Landa ebbe a meglio su Majka e George Bennett. Nel 2020 successo per distacco dell’inglese Simon Yates che precedette di 35” il connazionale Thomas e Majka. Nel 2023 a causa del forte vento che spirava sul traguardo, l’arrivo venne anticipato a Fonte Lardina, un paio di chilometri più in basso. Ad affermarsi fu lo lo sloveno Primoz Roglic, bruciando allo sprint Ciccone, Geoghegan ed altri 14 corridori.
Nel 1993 Sassotetto ospitò l’arrivo della la terza ed ultima prova dell’ormai estinto Trofeo dello Scalatore. Il successo andò al brianzolo Alberto Elli.
MONTELAGO – Nel 1993, il Trofeo dello Scalatore, suddiviso in tre prove, si svolse per intero nelle Marche. La seconda prova, vinta dallo svizzero Pascal Richard davanti ad Alberto Elli e al russo Piotr Ugrumov, terminava proprio a Montelago. Nell’edizione del 2022 della Tirreno-Adriatico la salita di Montelago è stata affrontata nel corso della 5ª tappa, Sefro-Fermo. Primo al GPM Francesco Gavazzi davanti al francese Barguil.
GAGLIOLE – L’ultima asperità odierna, Gagliole, brevissima ma molto ripida (un chilometro scarso all’11,9% di pendenza) è un inedito, per la prima volta traguardo del GPM al Giro.














