Giro delle Fiandre, Affini: «A Van Aert manca solo una vittoria»

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Edoardo Affini sarà per la prima volta al Tour de France nel 2025 (foto: LaPresse)
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Sono da poco rientrati dall’ultima uscita prima del grande appuntamento di domani. Wout Van Aert ci sorride e saluta da lontano, Matteo Jorgenson appare più concentrato che mai, mentre Edoardo Affini si ferma a scambiare due chiacchiere. Entrare nel mondo della Visma|Lease a Bike è sempre molto complicato, chi meglio di lui può farci conoscere dubbi, sogni e paure del team a meno di ventiquattro ore dalla temibile sfida del Giro delle Fiandre?

«Ce ne hanno dette di tutti i colori dopo mercoledì – ci racconta Edoardo, dal 2021 con i giallo-neri – Abbiamo sbagliato, lo ammettiamo. L’atmosfera non era delle migliori mercoledì sera, ma posso assicurarvi che già giovedì era tutto passato. In testa abbiamo solamente la corsa di domani».

Affini si riferisce alla Dwars door Vlaanderen, dove tre Visma (Van Aert, Jorgenson e Benoot) sono stati beffati da Neilson Powless nel finale. Un’immagine difficile da cancellare, ma che in casa Visma hanno voluto presto dimenticare. 

«Ovviamente sono stati analizzati gli errori, affinché non vengano più ripetuti – continua – Pagheremmo oro per ritrovarci in una situazione simile domani. Nelle varie riunioni che si sono succedute, però, ci siamo focalizzati su quanto di buono avevamo fatto fino a quel momento. Siamo riusciti a portare via tre dei nostri da un gruppo di 150 corridori, semplicemente sfruttando le nostre qualità e le strade della corsa. Ecco, vorrei che ci concentrassimo su questo, perché quando corriamo così possiamo fare male».

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Probabilmente la Visma arriva a questo Fiandre con più dubbi che certezze. Van Aert sembra almeno per il momento non essere al pari di Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar, mentre Matteo Jorgenson, pur affidabilissimo, difficilmente potrà avere quel cambio di passo che servirà a restare con i due fuoriclasse. Si punta allora sulla forza della squadra.

«Siamo ormai un gruppo consolidato da diversi anni – analizza Affini – Siamo ormai gli stessi, conosciamo punti di forza e punti di debolezza di ognuno. A mio avviso, possiamo essere davvero pericolosi, anche se quei due sembrano essere su un altro pianeta. Come si battono? Non devono essere presi nell’uno contro uno. Penso ad un’azione collettiva, magari con un gruppo folto che può organizzarsi per metterli in difficoltà. Bisognerà poi sfruttare i momenti in cui quei due si guardano: certo, una gara ad eliminazione farà il loro gioco».

Ma non ci sono solamente loro due. «Due nomi su tutti dietro ai due fuoriclasse. Il primo è Mads Pedersen che con la sua Lidl-Trek, squadra solidissima, può davvero ribaltare le carte in tavola. Il secondo è Filippo Ganna, un amico che mai come in questo inizio di stagione l’ho visto andare così forte». 

Parlando di Wout Van Aert, che non sta vivendo il miglior periodo della sua carriera, viene fuori tutto il supporto che la squadra sta dando in queste settimane al corridore belga. La Visma crede ancora nel trentenne di Herentals.

«Dobbiamo per forza credere in lui, avete visto il suo palmares? – ribadisce Affini – Lo conosco da tanti anni e onestamente non lo vedo così diverso dagli anni scorsi. Molte sono speculazioni. Quello che gli manca in questo momento è il feeling con la vittoria, quella sensazione che un campione come lui non deve mai perdere. Per quello mercoledì sera dopo la Dwars era così dispiaciuto».

L’esperienza giocherà una carta importante. Ormai in squadra dal 2021, Edoardo Affini può considerarsi un olandese acquisito, ormai dentro i meccanismi della Visma e con la perfetta conoscenza della strade qui al Nord. 

«Le conosciamo possiamo dire a memoria – sorride Edoardo – Le affrontiamo sempre in allenamento e in corsa, perché a turno vengono sempre inserite nei percorsi, magari in sequenza diversa. Questo sicuramente aiuta perché cominci ad avere più punti di riferimento, sai quando è meglio accelerare, quando è meglio riprendere fiato, come gestirsi. Nella ricognizione abbiamo calcolato diverse cose che ci potranno tornare comode».

Edoardo, che da questo inverno vive stabilmente in Olanda, può dirsi una colonna portante della squadra. «È un appellativo importante – scherza – Quando sono arrivato io nel 2021, il team era già in una parabola ascendente che avuto il suo culmine nei due anni successivi. Essere in un ambiente che ha questo potenziale di crescita, sicuramente ha portato anche me a migliorarmi stagione dopo stagione. Mi sento integrato, anche a livello di lingua: l’olandese lo parlo piuttosto bene e questo ti fa avvicinare al loro modo di pensare e di vivere fuori e sulla bicicletta».

Qualcuno dall’hotel lo chiama, è il momento di andare. Il programma prevede il pranzo, i massaggi e una riunione tattica dove analizzare gli ultimi aspetti prima del grande giorno. La Visma vuole mettere a tacere le critiche ed Edoardo Affini è lì pronto a dare il suo supporto a Van Aert e compagni.