«Noi con Milan, una giornata da ricordare»: volete essere i nostri inviati alle classiche?

Filippo, a destra, Leonardo al centro e Jonny Milan a Wevelgem
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Ci sono tanti modi di vivere il ciclismo, e tanti di vivere le classiche del nord. Questo è il modo che hanno trovato due ragazzi, due studenti italiani appassionati di ciclismo che sono andati in Belgio per un’esperienza indimenticabile. La seconda parte del loro racconto, la domenica alla Gand-Wevelgem – è di Filippo Tasquier, le foto di Leonardo Oliver. Fate come loro, inviateci i vostri resoconti di viaggio dalle classiche del nord alla mail redazione@quibicisport.it. Le pubblicheremo sul sito.

«Sveglia presto e treno direzione Wevelgem, un piccolo paesino disperso nella pianura verso la Francia. Arrivati in stazione, appena scesi dal treno il primo pensiero è se davvero ci troviamo nel posto giusto, nella città di arrivo della famosissima Gand-Wevelgem, una delle più importanti corse della campagna del nord… e si, è proprio così.

Un paesino composto da due vie, una chiesa e una piazza sta per diventare il centro del mondo ciclistico. Già dopo pochi passi troviamo il rettilineo e sentiamo a gran voce i tifosi incitare qualcuno, ma è troppo presto perché siano i pro’, corriamo per capire chi stiano acclamando in tal modo, sono bambini intenti a fare una “garetta” con bici senza pedali… E già qui capisci che il ciclismo è vissuto diversamente da qualsiasi altra parte del mondo.

Siamo nel posto giusto, c’è un’atmosfera diversa rispetto a venerdì alla E3, nella piazzetta dove è montato il maxischermo é pieno di famiglie, ognuna prende un tavolo e delle sedie e si posiziona ad ammirare la gara, ovunque ti giri vedi fiumi di birra scorrere, eh sì, abbiamo capito che qui senza birra non si può proprio stare.

Quando mancano pochi chilometri al traguardo e ormai le speranze italiane di una volata di gruppo sono svanite ci spostiamo nel rettilineo finale per ammirare il trionfante arrivo in solitaria di Mads Pedersen, uno dei pochi corridori che si spera potrà dare fastidio ai 2 mostri sacri domenica prossima.

Dopo poche decine di secondi l’arrivo del gruppo, Milan e Merlier ai -50 sono ancora ruota a ruota e ci sfrecciano davanti ma ormai la vittoria oggi è andata per entrambi. Corriamo subito nella zona bus per cercare di incrociare Jonny, ci riusciamo lo fermiamo, gli facciamo i complimenti e gli rubiamo 5 secondi per una foto, lui ci saluta con un sorriso a 36 denti.

Giusto il tempo di incrociare qualche altro corridore ed è già ora di posizionarsi per l’arrivo della gara femminile, questa volta non c’è storia, in realtà come sempre ultimamente, quando c’è una volata il copione è sempre lo stesso e si chiama Lorena Wiebes, immensa.

Finisce qui la nostra avventura in Belgio, ce ne andiamo un po’ tristi (scherzando diciamo che ci sarebbe piaciuto rimanere anche per il Fiandre di domenica prossima) ma in realtà siamo contentissimi dell’esperienza fatta, sul momento non stavamo realizzando né dove fossimo né quello che stavamo vivendo ma semplicemente ci stavamo facendo trasportare da tutto l’ambiente. Ma a mente lucida è tutto più chiaro, questo non può essere un addio, nelle Fiandre ci torneremo magari con una bici pronti a sfidare noi stessi sulle queste meravigliose pietre. Non possiamo che salutare e consigliare a tutti di regalarsi almeno una volta una fuga quassù dove tutto è impregnato di ciclismo, lontano dal ciclismo che tutti conosciamo».