Mondiali su pista, Milan: «Non pensavo di poter fare il record». Ganna: «Quattro gare, quattro medaglie»

Jonathan Milan oro nell'inseguimento individuale ai Mondiali di Shanghai. Filippo Ganna terzo (Foto SprintCyclingAgency)
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Durante la terza giornata ai Mondiali su pista di Shanghai, i primi validi per la qualificazione olimpica, Jonathan Milan ha conquistato il titolo mondiale dell’inseguimento individuale, stabilendo il nuovo record del mondo durante la prova di qualificazione e portando all’Italia il primo oro della rassegna iridata. A completare la giornata azzurra c’è poi anche il bronzo di Filippo Ganna nella stessa specialità. Il bilancio della Nazionale, al termine della terza giornata, sale così a quattro medaglie: un oro, due argenti e un bronzo.

Jonathan Milan, al termine della prova, ha commentato: «Dire che sono molto contento è poco. Era un obiettivo della stagione rientrare su pista in questa maniera, non solamente nell’inseguimento individuale, ma anche nell’inseguimento a squadre, dove abbiamo ottenuto un ottimo risultato in vista di Los Angeles. Oggi era l’ultimo sprint della stagione e abbiamo cercato di fare il massimo nelle qualifiche per arrivare in finale per il primo e secondo posto. Ovviamente si cercava anche di abbassare il proprio record, però non pensavo di arrivare a questo risultato. I danesi? Sono ragazzi fortissimi, mi piace la combattività e la sana competizione che c’è fra le nostre due nazionali. Anche oggi ci hanno fatto sudare, però abbiamo fatto il nostro massimo. La sfida è lanciata già da anni ormai».

Soddisfatto anche Filippo Ganna. «Abbiamo fatto tutto il possibile per onorare al meglio questa trasferta, abbiamo dato tutto e adesso meritate vacanze per tutti. Personalmente non ho avuto, come altri avversari, la scia di quelli che poi si sono qualificati. Sarebbe stato bello avere magari anche una finale tutta italiana. Purtroppo, senza punti, sono dovuto partire tra i primi. Adesso possiamo festeggiare. È stata una buona trasferta: quattro gare, quattro medaglie. Non mi posso lamentare».