Caos Algarve, Pozzato: «Ci vogliono professionisti, bisogna formarli»

Pozzato
Filippo Pozzato, 43 anni, ha fondato la società PP Sport Events
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Quello che è successo nel finale della Volta ao Algarve, con Ganna che ha pagato per tutti dopo che gli organizzatori hanno annullato la tappa e dunque la sua vittoria dopo un loro errore, fa scuotere la testa a Filippo Pozzato, tra i più giovani organizzatori di corse, ma già forte di una notevole esperienza. Pozzato non ha mai nascosto di volersi affidarsi a giovani preparati e a persone qualificate. E questo chiede anche ai suoi colleghi. «Il segnalatore non lo può fare chiunque, non si può prendere il primo che passa, magari un appassionato, e mettergli una pettorina e una bandiera in mano. Poi succedono queste cose».

Poi succedono queste cose, e a rimetterci è tutto il movimento. Il ciclismo fa la figura dello sport di dilettanti. E non è neanche la prima volta in queste poche settimane dall’inizio della stagione. Quello che si è visto all’Etoile des Bességes, con le auto che spuntavano da tutte le parti sul percorso, è soltanto un esempio.

La Volta ao Algarve è cominciata nel modo peggiore possibile, e anche qui curiosamente c’è andato di mezzo Filippo Ganna (all’Etoile des Bességes la sua Ineos aveva deciso di lasciare la corsa). Pozzato torna sul concetto del professionismo da contrapporre al dilettantismo di molti. «Bisognerebbe formare le persone, ci vogliono dei professionisti, servono dei safety manager, lo dico da tempo. Il segnalatore non è un passante che muove una bandierina, ha un compito delicato, deve sapere esattamente che cosa fare». Altrimenti succede il caos. E va già di lusso quando non ci sono conseguenze per i corridori e per gli spettatori.