Chiesti due anni di carcere per Mario Cipollini. La pm Eugenia Bertini ha richiesto questa pena nei confronti dell’ex ciclista, in un processo per calunnia in corso al Tribunale di Verona. La sentenza è prevista per il 28 aprile, ma il reato andrà in prescrizione ad agosto e dunque Cipollini non dovrebbe scontare l’eventuale pena. L’ex campione, 58 anni il prossimo marzo, è rappresentato dall’avvocato Giuseppe Napoleone e da Fiorenzo Alessi. Cipollini è accusato di aver incolpato Ivano Fanini, allora presidente dell’Amore e Vita, squadra in cui correva Mario, di tentata estorsione ai suoi danni, pur sapendolo innocente
A quanto dice Cipollini, Fanini lo avrebbe minacciato di diffondere notizie sull’utilizzo di sostanze dopanti durante la sua carriera allo scopo di ricevere un pagamento, legato ad una sentenza del giudice civile di Lucca, che nel 2009 aveva condannato Cipollini a pagare 36.000 euro per contratti di sponsorizzazione mai rispettati. Cipollini aveva fatto denuncia per tentata estorsione nel 2017, che però era stata archiviata il 19 luglio 2018. Dopo di che è stato Fanini a denunciare Cipollini per calunnia.
Lunedì la pm Bertini ha rilevato numerose omissioni nella denuncia presentata da Cipollini, che non aveva riportato la sentenza del giudice civile che lo condannava al pagamento di 36.000 euro. “Leggendo la querela di Cipollini – ha detto la pm – sembra che Fanini avesse preteso somme di denaro con motivazioni campate per aria”. Il legale della parte civile ha chiesto la condanna dell’imputato a un risarcimento danni di 70.000 euro a favore di Fanini con una provvisionale di 30.000 euro.













