Merida Reacto e Scultura: le bici del team Bahrain-Victorious

Merida
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Il team Bahrain-Victorious ha prolungato la duratura collaborazione col marchio Merida per la nona stagione consecutiva. Il brand taiwanese, in passato title sponsor della squadra, fornirà ai corridori ben due differenti modelli: Reacto e Scultura. Si tratta di una scelta che al giorno d’oggi sta diventando insolita, i grandi produttori – considerato il livello di tecnologia raggiunto nel 2025 – tendono a realizzare un unico modello da gara da affidare ai team professionistici.

Tra le vittorie più importanti del team su biciclette Merida è impossibile dimenticare il secondo Giro di Lombardia di Vincenzo Nibali (2017), la Milano-Sanremo sempre dello “Squalo” (2018), la Parigi-Roubaix di Sonny Colbrelli (2021) e la Classicissima di Mohoric (2022).

Merida Scultura e Reacto: la livrea

Esattamente come per la divisa, il team Bahrain-Victorious ha scelto di dare continuità alla linea e ai colori utilizzati nella stagione 2024 e durante il Tour de France 2023. Il bianco perlato è ispirato alla tradizione del mercato delle perle nei mari del Bahrain mentre i dettagli oro e verde acqua rimandano al regno e all’acqua delle coste che circondano il Paese arabo. 

Aerodinamicità contro tradizione

Reacto e Scultura, oltre a differenziarsi per l’aspetto estetico più aggressivo della prima e quello più tradizionale della seconda, presentano (a parità di fibre utilizzate) un gap di peso di 143 grammi a favore del modello da salita. Queste due biciclette da gara hanno la caratteristica di poter essere costruite con due differenti compositi di fibra di carbonio. Parliamo delle laminazioni CF3 e CF5, dove nella seconda è possibile trovare una percentuale più elevata di fibre ad alto modulo, con caratteristiche più nelle corde delle richieste degli atleti professionisti.

I telai in CF5 sono più leggeri e presentano inoltre una rigidità maggiore rispetto a CF3. Dopo questa doverosa premessa, vi starete sicuramente domandando quale possa essere la motivazione che spinge un corridore a scegliere Reacto piuttosto che Scultura; Merida ha astutamente progettato i due modelli in modo tale che le geometrie di essi siano pressoché identiche, facilitando così lo switch di bicicletta tra una tappa di alta montagna ed un “biliardo” da velocisti puri. Tuttavia, non è difficile vedere scalatori come Antonio Tiberi utilizzare Reacto anche nelle tappe con altimetrie più impegnative.

L’equipaggiamento

Sia Reacto che Scultura sono montate con gruppo Shimano Dura Ace a 12 velocità: durante la passata stagione abbiamo potuto osservare delle corone Carbon-Ti sulle biciclette di alcuni corridori, una scelta probabilmente esterna alle sponsorizzazioni della squadra.

Le ruote sono Vision Metron e per quanto riguarda l’altezza del cerchio, la possibilità di scelta è davvero ampia: 60, 45 e 37 millimetri compongono il ventaglio a disposizione della squadra. Anche il manubrio è Vision e si tratta dell’integrato Metron 5D Evo introdotto nella passata stagione. È disponibile in 17 taglie differenti ma durante lo scorso Tour de France abbiamo osservato come alcuni corridori – tra cui Matej Mohoric – utilizzassero una taglia custom realizzata ad-hoc.

Nastro e selle sono Prologo mentre i copertoncini scelti dalla squadra sono i Continental GP5000 S TR. I pedali Shimano e i portaborracce Elite completano le due configurazioni.

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